Emanuela Orlandi: aperte le due tombe del Cimitero Teutonico, ma sono vuote La famiglia: “Incredibile”. Vaticano: “In corso verifiche su interventi strutturali”.

in Cronaca/Speciale Vaticano

E’ stata effettuata nella mattinata di oggi, giovedì 11 luglio, la prevista apertura di due tombe nel Cimitero Teutonico del Vaticano (dopo che il tribunale pontificio ha dato l’autorizzazione) in relazione alla scomparsa nel nulla di Emanuela Orlandi, avvenuta il 22 giugno 1983, poco più di 36 anni fa. Tuttavia si è verificato un inquietante colpo di scena: entrambi i sepolcri (che teoricamente avrebbero dovuto contenere i resti di due principesse ottocentesche) sono stati trovati inspiegabilmente vuoti, stanno dicendo in queste ore agenzie di stampa e quotidiani nazionali.

“Né ossa, né sepolture: è incredibile”, afferma la legale della famiglia Orlandi, avvocata Laura Sgrò. “Tutto ci aspettavamo tranne che fossero vuote”, ha aggiunto. Il portavoce della Santa Sede ha confermato che sul posto, non sono stati trovati “né reperti, né urne”. “Sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico”, ha proseguito.

L’apertura delle tombe è avvenuta alle 8.15 di stamani, a seguito di un momento di preghiera tenuto dal Rettore del Collegio Teutonico. Le operazioni di riesumazione sono state condotte da una quindicina di persone, alla presenza di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che parla di un “cambiamento di rotta” nelle ricerche e auspica che “la collaborazione” del Vaticano per trovare ciò che rimane di sua sorella prosegua.

Lo stesso Pietro Orlandi spiega poi che, quando si è scavato per trovare la prima tomba, è stata trovata invece un’apertura che portava ad una stanza completamente vuota. La legale della famiglia della 15enne scomparsa aggiunge che si trattava di una “stanza in cemento” armato, incompatibile con il periodo di sepoltura delle principesse (metà del XIX secolo).

La seconda tomba, continua a raccontare Pietro Orlandi, era un sarcofago, ma anch’esso è stato trovato vuoto. Le ricerche continuano.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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