Brescia, processo Sana Cheema a rischio: gli indagati non si trovano Assolti in Pakistan per mancanza di prove certe, il padre e il fratello della giovane pakistana 25enne uccisa in patria ora non sono più reperibili

in Diritti Umani/Donna/Le Brevi

Gli indagati non si trovano e il processo rischia di non poter partire. Dopo aver incassato l’assoluzione in Pakistan per mancanza di prove certe, il padre e il fratello di Sana Cheema, 25 anni uccisa in patria per essersi ribellata al matrimonio combinato, non sono reperibili per la giustizia italiana. La giovane fu strangolata poche ore prima di tornare a Brescia.

All’inizio dell’anno la Procura generale guidata da Pier Luigi Maria Dell’Osso ha avocato l’inchiesta. Ma i due indagati Mustafa Gulham, 50 anni, il padre di Sana e il 32enne Adnan, fratello della vittima, non sono più reperibili. Così il processo italiano rischia di non partire. (Fonte: Corriere di Brescia).

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

Ultime da Diritti Umani

Vai a Inizio pagina