Nuovo ISEE precompilato

in Economia

Tra poco meno di 50 giorni, il 1° gennaio 2020 per l’esattezza, debutta il nuovo Isee precompilato. L’imminente riforma costituirà una vera e propria rivoluzione: la Dsu, la dichiarazione cioè per avere l’indicatore della situazione economica della famiglia, sarà disponibile sul sito Inps con una serie di dati già caricati dal sistema. Tra questi ci saranno: conti correnti, immobili e redditi di famiglia. Si tratta di una mole di dati sottratti all’autodichiarazione del contribuente, frutto in passato di numerose frodi. Basti pensare che, nel 2016, il 70% di chi ha presentato l’Isee ha dichiarato di non avere un conto corrente quando, nello stesso periodo, secondo l’Abi, l’80% degli italiani ne possedeva almeno uno. 

Il nuovo Isee precompilato toglie ogni possibilità di mentire per ottenere benefici socio-assistenziali non dovuti. I dati saranno raccolti dall’Archivio dei rapporti finanziari e dall’Anagrafe tributaria, a dimostrazione di come il fisco sappia già tutto di noi prima ancora di ricevere le nostre certificazioni. In tali database sono infatti presenti tutti i dati su saldi e giacenze medie di conti e depositi del nucleo familiare comunicate da banche, Poste e intermediari finanziari all’Agenzia delle Entrate.

Nel sistema che debutterà a breve, però, c’è anche un aspetto vantaggioso: chi avrà bisogno di ottenere l’indicatore della situazione economica per ottenere ad esempio uno sconto sulle tasse universitarie o sulla retta dell’asilo nido, potrà collegarsi al sito Inps e arrivare al calcolo in modalità fai da te, senza rivolgersi a un Caf, come succede già dal 2015 per la dichiarazione fiscale. 

«Si passerà dal sistema attuale – spiega, sulle pagine del Sole 24 Ore, Raffaele Tangorra, direttore generale per la lotta alla povertà e la programmazione sociale del ministero del Lavoro – quello di un Isee post-compilato, nel quale il cittadino dichiara una serie di dati e poi l’Inps li controlla e li completa, attingendo ai dati dell’Agenzia delle Entrate, a un sistema nel quale l’Inps precompilerà direttamente la dichiarazione sostitutiva unica (cioè la Dsu che serve a chiedere l’Isee, ndr), collaborando con la stessa Agenzia».

La notizia dell’arrivo dell’Isee precompilato ha già portato dal 67% al 15% le Dsu con patrimonio nullo, quelle cioè senza conto né altri risparmi (libretti di deposito, titoli, ecc.). Oggi solo il 4,3% degli italiani può dirsi davvero nullatenente.  

Anche la media dei risparmi detenuti in banca è salita vorticosamente: da 6.800 euro del 2014 a 18.600 euro del 2017. Non si tratta, ovviamente, di una crescita della ricchezza procapite; secondo il rapporto Isee del ministero del Lavoro, ciò è «sostanzialmente dovuto a patrimoni precedentemente non dichiarati».

La Dsu precompilata attingerà non solo dalle informazioni disponibili nell’Anagrafe tributaria, ma anche dal Catasto. I dati sui redditi saranno “pescati” dalle dichiarazioni fiscali e quindi – dato anche lo slittamento in avanti del termine per le dichiarazioni, negli ultimi anni – si farà riferimento ai redditi di due anni prima.

Per chi vedrà mutare il proprio reddito nel corso dell’anno ci sarà l’Isee corrente. L’Isee corrente viene calcolato basandosi  sull’aggiornamento dei redditi di ciascun componente della famiglia che ha perso il lavoro, o il trattamento di assistenza/ la pensione, o la cui attività sia stata sospesa o ridotta, come osservato nel paragrafo precedente.

All’Isee precompilato si potrà accedere direttamente da casa, con una connessione a internet. Basta collegarsi ai siti dell’Inps o dell’Agenzia delle Entrate, o rivolgendosi a un centro di assistenza fiscale. Resterà comunque possibile presentare la Dsu in modalità non precompilata, come accade oggi.

Per ottenere la Dsu precompilata bisogna innanzitutto identificarsi con Pin dispositivo Inps, Pin dell’Agenzia delle Entrate o identità digitale Spid di livello 2 o superiore (cioè con nome utente, password e codice temporaneo di accesso).

Come spiega Il Sole 24 Ore, «poiché l’Isee guarda ai redditi e ai patrimoni di tutti i componenti della famiglia, chi vuole accedere alla versione precompilata dell’indicatore dovrà dimostrare di conoscere già alcune informazioni “sensibili” sui familiari e inserirle nel sistema: si tratta di indicazioni precise sul reddito Irpef dichiarato e sui conti correnti, se possibile non cointestati con lo stesso dichiarante (per i dettagli delle informazioni richieste, si veda la grafica a fianco). Se il cittadino non sarà in grado di indicare i dati richiesti, per ciascuno dei componenti del nucleo, dovrà presentare la Dsu in modalità non precompilata ma “tradizionale”».

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