Ecco cosa c’è (davvero) dietro al blitz dell’Inps sui 5 “furbetti”

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Più di qualcosa non torna: la notizia lanciata da La Repubblica sui 5 deputati che avrebbero incassato il bonus da 600 euro ha inizialmente provocato l’indignazione da parte di tutti i partiti, ma con il passare del tempo non ha fatto altro che sollevare dubbi e perplessità. Alla fine nel mirino è finito Pasquale Tridico. Effettivamente in molti si chiedono come mai i nomi non siano ancora usciti nonostante le innumerevoli richieste di trasparenza. Un primo segnale di scetticismo è arrivato nella giornata di ieri, quando Ettore Rosato ha invitato l’Inps a rendere pubblici i profili dei “furbetti” dopo aver smentito il coinvolgimento di Italia Viva: “Questo modo di fare servizio pubblico da parte dell’Inps è barbaro“. Le prime indiscrezioni avevano puntato il dito contro tre della Lega, uno del Movimento 5 Stelle e un renziano.“Nessuno ha chiesto il bonus” È giallo sui nomi dei furbetti

Ma anche da parte del Carroccio è arrivata una dura reazione: il deputato Mario Lolini ha diffidato qualsiasi testata giornalistica a riportare articoli che riguardano la sua persona, “con subdole illazioni“, avvertendo che in caso contrario sarà costretto “ad adire le vie legali”. Una notizia che è arrivata a poco più di un mese di distanza dal 20 settembre, ovvero il giorno in cui si terrà il referendum sul taglio dei parlamentari, per cui Luigi Di Maio è già tornato alla carica: “Possiamo dare insieme una bella sfoltita e fare la storia. Gli italiani potranno scegliere se tenersi 945 parlamentari o se tagliare 345 stipendi inutili. Io non ho dubbi”. Ma l’opposizione denuncia un’ombra: la soffiata, che doveva essere nota da tempo visto che i bonus sono arrivati in primavera, è stata (ri)lanciata per animare un sentimento anticasta?

Quei dubbi su Tridico

Ed è proprio la tempistica ad aver sollevato più di qualche mistero: il timore è che sotto ci sia qualcosa di studiato e di programmato visto che il primo a scagliarsi contro i 5 deputati è stato il ministro degli Esteri grillino. Ecco perché Lucio Malan, vicecapogruppo vicario dei senatori di Forza Italia, è arrivato a una conclusione chiara e precisa: “Lo scopo di questa squallida vicenda è gettare fango sulle istituzioni per aiutare il Sì al referendum del 20 settembre, perché la sistematica campagna di menzogne si sta sfaldando”. Perciò a suo giudizio ora avrebbero bisogno anche di qualcuno “da presentare all’odio della folla”.E i “furbetti” adesso “tremano” Così l’Inps può rivelare i nomi

Gli ha fatto eco Simone Baldelli, vicepresidente azzurro della Camera e tra i promotori del Comitato per il No al referendum sul taglio dei parlamentari: “Io mi limito a commentare strani tweet che confermano questi sospetti, come quello di Manlio Di Stefano, che lega strumentalmente le due cose”. Anche Francesco Lollobrigida vuole vederci chiaro sul ruolo del presidente dell’Inps e sostiene che sarebbe utile sapere come mai dalle prime ore della giornata di domenica – e alcuni dicono anche da più tempo – “autorevoli esponenti del M5S già conoscessero le appartenenze politiche dei responsabili di questi vergognosi comportamenti”. E giustamente il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera si interroga: “Tridico glieli ha fatti avere ‘riservatamente’? Altrimenti spieghi come sono usciti”.

Al fine di evitare di violare le garanzie di privacy, non è da escludere che Tridico possa essere chiamato a riferire in Parlamento nell’ambito di una audizione secretata in Commissione Lavoro. Il presidente Debora Serracchiani ha fatto sapere che almeno per il momento non vi è alcuna richiesta di convocazione, ma il deputato Gianfranco Librandi (Italia Viva) ha annunciato la sua intenzione di farlo per chiedere apertamente le sue dimissioni “per la grave falla di credibilità che ha creato”.

Parole durissime sono arrivate pure da Matteo Renzi che da una parte ha attaccato i 5 furbetti, autori di una “vergogna totale”, e dall’altra ha puntato il dito contro il numero uno dell’Inps: “Mi colpisce il clima populista di caccia alle streghe che l’Inps ha instaurato”. Questo dire e non dire, annunciare e non smentire ha dimostrato come Tridico sia “totalmente impreparato e incompetente“. Pertanto l’ex premier ha invitato il presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale a riflettere sulle proprie dimissioni: “Aver difeso i colori grillini in campagna elettorale non può essere l’unica ragione per cui viene protetto da Palazzo Chigi nonostante i macroscopici errori”.il giornale