Terrorismo, chiesto l’internamento

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Ministero pubblico della Confederazione chiede una pena detentiva di 6 anni e 9 mesi e l’internamento per il 52enne iracheno a processo al Tribunale penale federale di Bellinzona con l’accusa di sostegno a un’organizzazione terroristica, nella fattispecie l’autoproclamato Stato islamico. La richiesta è stata formulata dal procuratore Kaspar Bünger al termine di quattro ore di requisitoria mercoledì mattina.

L’internamento, ha affermato, è “un’ultima ratio” per proteggere la società da persone pericolose come l’accusato. Si tratta di una sanzione che in Svizzera non è mai stata pronunciata in questo contesto, ma che in questo caso si giustifica, secondo Bünger, che ha auspicato anche l’allontanamento per 15 anni dal territorio elvetico.

L’uomo, arrestato nel 2017 in un centro per richiedenti l’asilo turgoviese e da 22 anni nella Confederazione, per l’IS avrebbe svolto attività di finanziamento e reclutamento. Avrebbe esortato a compiere attentati suicidi e avrebbe a sua volta ricevuto l’incarico di preparare attacchi su suolo elvetico. In aula ha respinto martedì tutte le accuse e mercoledì l’arringa del suo difensore è andata nella stessa direzione: per il legale Sascha Schürch l’accusa ha selezionato solo una piccola parte di 26’000 messaggi in chat e l’ha interpretata alla sua maniera. Schürch ha quindi chiesto l’assoluzione per il suo cliente per tutti i capi di imputazione più gravi, accettando solo quello del possesso di rappresentazioni di violenza, da sanzionare con una pena pecuniaria.

La data in cui sarà pronunciata la sentenza non è ancora nota. Rsi