Afghanistan ricorda il Leone del Panjshir

in Esteri

Il caso vuole che la sua fermezza contro i talebani era così marcata che è stato ucciso da terroristi il 9 settembre 2001, due giorni prima dell’attacco agli USA. 

Nasce l’1settembre del 1953 a Jangalak, Afghanistan. Uomo forte della sua religione, ha difeso per anni la sua gente nella valle del Panjshir dalla follia dei Talebani. Mai arreso alla strategia del terrore si è mostrato leader combattendo per un Islam democratico ed un Afghanistan libero. Nella logica dei Talebani il suo assassinio avrebbe dovuto impedire all’Alleanza del Nord di liberare il Paese con il prevedibile appoggio degli Stati Uniti.

Per milioni di persone alla ricerca degli ultimi personaggi di avventura egli è stato una icona come Che Guevara: l’ideale romantico del guerriero intellettuale. Sembrava un poeta della beat generation, con il suo copricapo tipico delle popolazioni dell’Hindu Kush indossato sempre di traverso, ed una espressione esistenzialista negli occhi. Avrebbe voluto essere architetto quando, da adolescente, studiava al Liceo Francese di Kabul.

Il destino lo ha voluto combattente per la libertà dell’Afghanistan fino alla fine. Iniziò la lotta con solo 20 uomini, 10 kalashnikov, una mitragliatrice e due lancia-razzi. I riferimenti intellettuali erano: Mao Tse Tung, Che Guevara, Ho Chi Min, tattiche rivoluzionarie adattate alla situazione Afghana.

Nel corso di poco più di venti anni ha sconfitto il dittatore afghano Muhammad Daoud e l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica. L’essere sfuggito ad innumerevoli accerchiamenti dei più duri generali russi ed essere stato in grado di tenere in scacco le orde nere dei Talebani, può essere considerato da molti un miracolo.

Ahamad Shah Massoud è stato una leggenda che è nata non a caso in una terra che ha visto passare figure mitiche come Alessandro (Eskandar) e Tamerlano (Timur). Il suo Islam era gentile come il sapore delle pesche del Panjshir, niente di simile alla versione demenziale dei Talebani. Parstoday