Così la sinistra ha scaldato l’odio contro Salvini in Toscana

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A poco più di dieci giorni dalla turnata elettorale, la campagna elettorale è entrata nel vivo ma con un clima diffuso di odio, alimentato anche da certe forze politiche. L’aggressione subita da Matteo Salvini a Pontassieve poche ore fa ne è la dimostrazione. Il leader della Lega in questi giorni è impegnato in Toscana per sostenere la candidatura di Susanna Ceccardi alla presidenza della Regione Toscana. Un tour in che in questi giorni porterà Salvini a visitare numerose città e a confrontarsi con i cittadini. Tanti i bagni di folla per Salvini, rigorosamente con la mascherina e anche a Pontassieve il leader della Lega è stato accolto positivamente dai cittadini, nonostante le esternazioni del sindaco poche ore prima del suo arrivo.

Con un lungo post pubblicato dall’Associazione PotassieveFutura, facente leva sul patrimonio culturale e sulla spiccata sensibilità e propensione all’accoglienza della città di Pontassieve, sui valori della democrazia contraria “all’uomo solo al comando” e al “capitano dotato di pieni poteri”, Monica Marini ha attaccato il decreto sicurezza promosso da Matteo Salvini. “Pontassieve crede nel principio di #uguaglianza dei diritti e dei doveri contro le disparità di trattamento sancite dai decreti sicurezza”, tuona il post di Facebook. Di tutto quanto ciò che è scritto in quel lungo sfogo contro Matteo Salvini e contro la Lega, però, è l’ultimo passaggio a saltare all’occhio, soprattutto dopo quanto successo: “Pontassieve crede in una #Europa dei cittadini e coltiva quei #valori che Salvini, con la sua propaganda nazionalista e populista ci sembra calpestare. In poche parole Pontassieve è #accogliente ma qui Matteo Salvini, almeno per noi, non è un ospite gradito”. Le ultime parole hanno surriscaldato il clima d’odio contro Salvini e caricato le frange più ostili, che fin dai giorni precedenti hanno ostacolato il leader della Lega a Potassieve, con un crescendo di episodi che è culminato nella violenza fisica.

Nella cittadina alle porte di Firenze, che conta circa 20mila abitanti, nei giorni scorsi Salvini era stato costretto a cambiare all’ultimo minuto il ristorante in cui avrebbe pranzato insieme ai sostenitori della Lega. Non un capriccio del leader della Lega ma una necessità, perché il titolare del locale scelto è stato minacciato e insultato. Pur di non perdere il lavoro ed evitare ripicche, ha dovuto disdire l’impegno con Matteo Salvini. È in questo clima di intolleranza, prossima all’odio, che è maturata l’aggressione al leader della Lega al grido di “io ti maledico”. La donna ha afferrato Matteo Salvini alla camicia, strappandogliela, poi ha afferrato il rosario che tiene sempre al collo. “La camicia la posso ricomprare, il rosario strappato con violenza dal collo, che mi aveva regalato un parroco, purtroppo no”, ha commentato successivamente Salvini sui social.

Contattata telefonicamente dall’agenzia Agi, il sindaco di Pontassieve ha commentato l’accaduto: “Sono ferma nel condannare la violenza, che non dovrebbe entrare nel confronto politico. Chi ha compiuto quel gesto ha sbagliato e non voglio ridurre in alcun modo la gravità di quello successo stamane. Ma è necessario riflettere sul clima che può generare simili gesti”. Il giornale