UNA SCONCIA GENUFLESSIONE

in Opinione

di Adriano Segatori

“Molti ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero”, cantava Francesco Guccini, che si è scoperto mai comunista e lettore di Giorgio Pisanò.

Forse avrà riconosciuto, nel corso della sua ricerca ideologica, che quel tarlo simbolico non ha mai attecchito nella struttura della sinistra, impermeabile a qualsivoglia autocritica e analisi rigorosa di sé, ma particolarmente dotata – tanto per andare avanti a citazioni – nell’indicare la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non la trave nel suo.

Quella sinistra che non ha mai fatti i conti con la storia, che non ha mai elaborato l’album di famiglia, e che orfana di una religione – il comunismo – si è offerta come ancella e vestale ad un altro credo illusorio – l’amore universale. 

E qui, finendo i saggi riferimenti, facciamo nostro un altro avvertimento del cantore modenese: “Da chi ti paradisa, dicendo per amore, libera Nos Domine”.

Ecco, Signore Misericordioso, liberaci da quegli ipocriti prostrati che hanno occupato le piazze, italiane e non,gattonando in cerca di una espiazione farisea. Liberaci dai manipolatori delle menti e delle coscienze che hanno oscurato ogni senso critico ed esame di realtà. Liberaci dai falsari della verità che non invocano pietà per il martirio dei cristiani, per le donne bianche stuprate quotidianamente, per le donne che subiscono ogni sorta di oppressione – dal carcere, alle mutilazioni genitali, alle lapidazioni – nei regimi islamisti. Liberaci dalla commediante opinione pubblica – “quella puttana”, così chiamata in una arringa dal famoso avvocato Vincent de Moro-Giafferi –,  che altro non è che il cascame ideologico dei tenutari del potere, il liquame delle loro filtrazioni di pregiudizi e di ossessioni. Liberaci dai disturbati da Sindrome di Stoccolma, uomini, ma soprattutto donne, che si donano con solerte sottomissione all’oppressore di turno, che permette loro di illudersi, prima di schiavizzarle definitivamente.

Signore Misericordioso, in due parole, liberaci dai cretini di ogni razza e colore, dagli agitati per cause non loro e dai disertori delle cause proprie e serie; liberaci dai paucineuronali a visione monoculare, che non vedono ciò che vedono, ma vedono solo quello che vogliono vedere; già che ci sei, liberaci anche – direi soprattutto – da coloro che capiscono e vedono perfettamente, ma da buoni psicopatici captano i lati deboli del gregge e le fragilità individuali e poi, con l’abilità del noto pifferaio, li guidano fino a baratro, ventilando lo spettro del lupo o una salvezza d’altro mondo.

Avrei voluto terminare, Signore Misericordioso, con l’intimazione del venerabile Arnaldo Amalrico: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”, ma mi sembrava eccessivo.

Quindi, come non detto, e grazie per la disponibilità. E nel caso in cui un giorno ci dovessimo incontrare, sappia, senza offesa, che non mi inginocchio davanti a nessuno.

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