Migranti, Souad Sbai: “I Fratelli musulmani ci stanno conquistando. In Libia troppi errori”

in Editoriale
Souad Sbai

di Americo Mascarucci

Nuova ondata di sbarchi in arrivo sulle coste italiane. A lanciare l’allarme alcuni report dei servizi segreti che evidenziano come potrebbero riversarsi a breve in Italia almeno 20 mila migranti pronti a salpare soprattutto dalla Libia dove la situazione è sempre più esplosiva. Infatti i tentativi di pace fra le fazioni in guerra non stanno portando a nessun risultato (anche l’ultima proposta di mediazione dell’Egitto è stata respinta) e il premier del governo di Tripoli Al Sarraj con l’appoggio della Turchia, sta riprendendo il controllo della situazione costringendo il suo diretto concorrente, il generale Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, a ritirarsi dalle postazioni occupate. Cosa potrà accadere? Abbiamo provato a capirlo con la giornalista ed ex parlamentare Souad Sbai, esperta di mondo arabo che vede configurare sempre di più lo scenario descritto nel suo ultimo libro pubblicato nel 2018, I Fratelli Musulmani e la conquista dell’Occidente, edito da Armando Curcio Editore.

La situazione in Libia sta precipitando e si teme una nuova ondata di sbarchi sulle coste italiane. Cosa dobbiamo attenderci e soprattutto cosa fare?

“E’ tardi per dire cosa fare. Abbiamo sbagliato tutto e ne dobbiamo prendere atto. Dovevamo muoverci prima invece di stare a guardare quello che facevano gli altri “.

In che senso?

“Il gioco in Libia si è fatto molto pericoloso. Al Sarraj sta prendendo il controllo totale del Paese ma dietro di lui c’è la potentissima organizzazione politica e religiosa chiamata ‘Fratellanza musulmana’. Il presidente egiziano Al-Sisi che nel suo Paese ha messo i Fratelli musulmani al bando, ha capito perfettamente il pericolo e ha messo in campo un estremo tentativo per impedire l’irreparabile. Alla fine in Libia sta vincendo l’estremismo islamico, ovvero le frange jihadiste legate al terrorismo. Haftar era l’unico che poteva garantire un governo non radicale, ma ormai mi pare che sia sempre più fuori gioco. E’ stato abbandonato da tutti e l’Italia, che aveva un ruolo importante in Libia, è stata la più indecisa di tutte. A forza di stare equidistanti, di discutere ora con Al Sarraj, ora con Haftar, abbiamo perso totalmente credibilità. Io sono araba e conosco bene quel mondo. Al Sarraj non dimenticherà quando Conte lo ha fatto aspettare fuori della porta mentre incontrava Haftar”.

Che previsione si sente di fare?

“La Libia piomberà nell’integralismo islamico, altro che democrazia! E’ la coda delle tanto decantate primavere arabe che avrebbero dovuto portare la democrazia e invece hanno rafforzato il radicalismo. Avremo un califfato davanti alle nostre coste”.

Al Sarraj sta vincendo grazie all’aiuto militare della Turchia. Questo cosa comporterà?

“Senza l’aiuto di Erdogan, del Qatar ed in parte dell’Iran, Al Sarraj non ce l’avrebbe mai fatta. Senza i loro attacchi alle postazioni nemiche, che in molti casi si sono rivelati vere e proprie operazioni dalle modalità terroristiche, Haftar non sarebbe stato sconfitto. Noi italiani abbiamo giocato male la nostra partita e adesso dovremmo accontentarci delle briciole che Turchia e Qatar ci riserveranno.

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