Nasrin Sotoudeh

Nasrin Sotoudeh torna in carcere

in Esteri

L’avvocato iraniano e difensore dei diritti umani Nasrin Sotoudeh, condannata a dodici anni di carcere nel 2019, è tornata in prigione meno di un mese dopo il suo rilascio temporaneo.

Lo ha dichiarato il marito di Nasrin, Reza Khandan.

La 57enne vincitrice del Premio Sakharov, il massimo riconoscimento che l’Unione Europea conferisce agli sforzi compiuti a favore dei diritti umani, aveva ottenuto l’autorizzazione temporanea a novembre.

La sua famiglia aveva espresso tutta la propria preoccupazione per lo stato di salute di Nasrin, peggiorato drasticamente in carcere, dove è stata costretta a settembre a porre fine a uno sciopero della fame di oltre 45 giorni, iniziato per ottenere il rilascio dei detenuti politici durante l’epidemia di Covid-19. 

Inoltre, pochi giorni dopo essere stata rilasciata dal carcere, l’avvocato era risultata positiva al Covid-19, stando alle dichiarazioni del marito.

Nasrin Sotoudeh è stata incarcerata dopo aver difeso una donna arrestata per aver manifestato contro l’obbligo per le iraniane di indossare il velo. È stata poi condannata a cinque anni di carcere in contumacia per spionaggio.

Nel 2019 è stata nuovamente condannata a dodici anni di carcere “per aver incoraggiato la corruzione e la dissolutezza”.

A ottobre, Nesrin era stata trasferita nella prigione di Qarchak, situata a più di 30 km a sud della capitale.

Il 7 novembre era stata autorizzata a uscire dal carcere dopo aver beneficiato, alla stregua di altri detenuti considerati prigionieri politici, di un’autorizzazione temporanea al rilascio, a causa della pandemia di Covid-19.

L’Iran è, infatti, il Paese del Vicino e Medio Oriente più colpito dalla pandemia. Ha registrato circa 49.000 morti e più di 989.000 casi di contaminazione.

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