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Carceri

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LE CARCERI NUOVI CORRIDOI PER LA RADICALIZZAZIONE JIHADISTA

di Souad Sbai Le vie della radicalizzazione sono diverse. E tra i percorsi in cui si insinua, le prigioni sono tra i più fertili. Veri e propri centri di selezione e reclutamento, nelle carceri i radicalizzatori si sostituiscono a parenti, amici o conoscenti, militanti che frequentano alcune moschee o centri culturali, ma anche a internet e social media. Le criticità di un… Continua a leggere

Posted on in Editoriale/Politica/Terrorismo

Un pericolo da non sottovalutare: la radicalizzazione jihadista nelle carceri italiane. Di Souad Sbai

I percorsi che conducono alla radicalizzazione in Italia come nel resto d’Europa sono molteplici. Le porte d’ingresso possono essere parenti,  amici o conoscenti occasionali; predicatori estremisti, veterani di vari conflitti   e militanti che frequentano moschee o centri culturali e di aggregazione sociale; Internet e le comunicazioni online. Non ultimo, uno dei luoghi  privilegiati per l’indottrinamento… Continua a leggere

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Jihadisti in carcere, non prendiamo sotto gamba la questione

di Corrado Corradi I jihadisti in carcere godono di un regime “privilegiato” e la loro deradicalizzazione è affidata a Imam senza controllo, riconducibili alla Fratellanza Musulmana e al Qatar. C’é un fattore da non sottovalutare che è strumentale alla diffusione del Jihad: il carcere.E’ un aspetto tralasciato perché si ritiene, sbagliando, che una volta assicurato alle patrie galere,… Continua a leggere

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Radicalizzazione in carcere, Bonafede non può ignorarla

Pubblicato in data 8 ottobre 2019 di Souad Sbai Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha aggiornato cifre e statistiche relative al fenomeno della radicalizzazione islamica nelle carceri italiane. Il problema, che è una minaccia alla sicurezza nazionale, non può più essere affrontato con le vecchie formule. Il sistema di “vigilanza dinamica” delle prigioni non… Continua a leggere

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NELLE CARCERI ITALIANE IL VERO PERICOLO JIHADISTA

Pubblicato il  7 ottobre 2019  Di Souad Sbai Più Qatar, significa più terrorismo: l’arresto di un aspirante attentatore di origini palestinesi, Alaji Amin, a Macomer, nella provincia di Nuoro, ne è l’ennesima prova. Il pericolo terrorismo in Sardegna è infatti conseguenza della massiccia presenza del Qatar nella regione, dove gli emiri del clan Al Thani… Continua a leggere

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Un errore mandare l’Ucoii ad assistere i carcerati islamici

di Souad Sbai De-radicalizzare i radicalizzati con gli stessi radicalizzatori: è questa la logica alla base della collaborazione tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia e l’UCOII (emanazione dei Fratelli Musulmani) in merito all’assistenza spirituale da fornire a detenuti di religione musulmana. Un’esperienza ventennale non ha insegnato nulla? De-radicalizzare i radicalizzati con gli… Continua a leggere

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Carceri, Souad Sbai: “Altra follia di Bonafede: affidare ai fondamentalisti corsi contro la radicalizzazione”

“Viene il dubbio che al Ministero della Giustizia non si abbia troppa contezza delle scelte fatte”. Con queste parole Souad Sbai, presidente dell’Associazione delle Donne Marocchine in Italia-ACMID e già parlamentare della Repubblica, commenta la scelta del Ministro Bonafede di affidare all’UCOII (Unione delle comunità islamiche d’Italia), da sempre vicina a gruppi fondamentalisti, la responsabilità di… Continua a leggere

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Turchia, fallito colpo di stato: 121 condanne all’ergastolo. A quattro anni dall’azione militare continuano retate e arresti

La sera del 15 luglio i carri armati che spararono sul Parlamento ad Ankara, i jet fecero fuoco sui civili e poliziotti che arrestano golpisti e militari cacciati dalla tv di Stato da una folta folla di cittadini lealisti. Il presidente Erdogan fece sapere che i responsabili avrebbero pagato per l’azione Rientrando a Istanbul dopo… Continua a leggere

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Di Matteo inchioda Bonafede: “Le scarcerazioni segnali ai boss”

Di Matteo: “Bonafede mi propose direzione Dap, io non ho avuto dubbi ad accettare”. Poi il ministro avrebbe fatto dietrofront: “Mi disse che su un altro incarico non c’erano dinieghi” Spuntano nuovi particolari sul caso della mancata nomina di Nino Di Matteo alla guida del Dap. Il consigliere del Csm ha raccontato la sua versione dei fatti… Continua a leggere

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Feste in cella durante notifiche ad agenti Cresce tra agenti il senso abbandono, oggi arriva vice capo Dap

Festeggiamenti dei detenuti in cella e, la sera, anche fuochi d’artificio fatti esplodere all’esterno dai loro familiari: è successo anche questo, ieri, a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, mentre la polizia giudiziaria notificava agli agenti della polizia penitenziaria i provvedimenti (57 decreti di perquisizione) richiesti dall’autorità giudiziaria che sta indagando sui presunti… Continua a leggere

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“In Turchia chi difende i diritti umani è accusato di terrorismo: vi racconto le torture e i processi farsa agli avvocati”

Dal fallito colpo di stato del 2016, in Turchia oltre 1,546 avvocati sono stati indagati, 605 arrestati, 345 condannati per un totale di più di 1603 anni di prigione. L’avvocatessa turca Şerif Ceren Uysal, attualmente esule in Austria a causa dell’esercizio della sua professione, si sta mobilitando con una petizione internazionale per il rilascio dei… Continua a leggere

Posted on in Diritti Umani/Editoriale/Esteri

Turchia e Iran: amnistia per i criminali comuni, in galera intellettuali e dissidenti politici

di Souad Sbai Turchia e Iran, è “liberi tutti”. Lo scoppio dell’emergenza sanitaria ha riproposto la questione dell’amnistia in relazione al sovraffollamento delle carceri non soltanto in Italia e nel resto d’Europa. Interessanti, da questo punto di vista, sono i casi di Turchia e Iran, che hanno attirato l’attenzione delle cronache internazionali per l’esclusione dei… Continua a leggere

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Bonafede contro le scarcerazioni dei boss: «Finito il rischio coronavirus tornino tutti in cella»

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede contro le scarcerazioni dei boss a causa del coronovirus: «Rimando dentro tutti i boss». Bonafede sta studiando una norma che consenta ai magistrati di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni già disposte di boss della criminalità organizzata alla luce del mutato quadro dell’emergenza Coronavirus. Lo si apprende in ambienti di via Arenula. Gran parte delle scarcerazioni sono state disposte per gravi patologie, ma molte ordinanze fanno… Continua a leggere

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