Per i veterocomunisti l’imprenditore non è un lavoratore

in Editoriale

di Salvatore Sfrecola

Mi ha molto colpito, anche se non è una novità, il fatto che l’on. Federico Fornaro, intervenendo alla Camera dei deputati in occasione delle dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Prof. Mario Draghi, nel richiamare l’art. 1 della Costituzione, secondo il quale l’Italia è una “Repubblica democratica fondata sul lavoro”, abbia sottolineato l’attenzione della sua parte politica (Liberi e Uguali) per il lavoro e, quindi, per i lavoratori, affermando di non avere pregiudizi nei confronti delle imprese.

Mi ha molto colpito perché evidentemente l’on. Fornaro e la sua parte politica ritengono che l’imprenditore non sia un lavoratore mentre credo che, ad una attenta valutazione del ruolo di chi fa impresa, l’imprenditore, grande o piccolo che sia, è sicuramente un lavoratore che, nell’esercizio dell’impresa, assicura lavoro ad altri. Lo sa bene, ovviamente, l’on. Fornaro, ma l’affermazione di non avere “pregiudizi” nei confronti delle imprese e, quindi, degli imprenditori, rivela un vecchio vizio di origine della sinistra comunista, cui appartiene certamente Liberi e Uguali, quello di guardare alle questioni del lavoro e dell’economia con la lente d’ingrandimento dell’800, con l’ottica, insomma, di chi ritiene i datori di lavoro “padroni” (infatti Lucia Annunziata in TV richiama tranquillamente e impunemente il “padronato”), al modo dei “padroni delle ferriere”, quella categoria di imprenditori che, nei tempi nei quali non c’erano i sindacati e lo Stato era assente sul tema della regolamentazione dei diritti dei lavoratori, sfruttavano senza pietà uomini, donne e bambini nelle fabbriche e nei campi, come ricorda il “Piccolo Lord” (Little Lord Fauntleroy), il romanzo per ragazzi di Frances Hodgson Burnett che nella versione cinematografica del 1980, con Alec Guinness nella veste del Nonno Conte e di Ricky Schroder, nei panni del piccolo Cedric, ha commosso generazioni di giovani e non solo.

PER LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO CLICCA QUI

Ultime da Editoriale

Capire ė gestire

di Elena Pompei “È necessario insegnare e praticare un’alfabetizzazione emotiva per educare
Vai a Inizio pagina