Nucleare iraniano: Israele prepara la risposta a Teheran

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I VERTICI MILITARI: “L’IRAN NON PUÒ POSSEDERE LE CAPACITÀ PER PRODURRE UNA BOMBA”

di Davide Racca

In vista di un ritorno degli Usa al tavolo delle trattative sul nucleare iraniano, Israele non rimane inerte a fronte della minaccia rappresentata da Teheran. Il governo di Gerusalemme, infatti, ha ordinato alle forze armate di intensificare i preparativi per una possibile azione preventiva contro l’Iran.

Il neo presidente Usa, Joe Biden, ha annunciato di voler rilanciare gli accordi sul nucleare con Teheran con alcune sostanziali modifiche. L’accordo del 2015, denominato Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA)aveva posto un parziale freno al programma nucleare iraniano in cambio dell’allentamento delle sanzioni economiche. Nonostante ciò Teheran ha continuato a tenere a bada gli ispettori internazionali, proseguendo in segreto nel suo programma di arricchimento dell’uranio e, in contemporanea, di riarmo delle sue forze militari.

Israele si era opposto fermamente all’accordo, ritenendo che non includeva sufficienti garanzie per impedire all’Iran di sviluppare un’arma nucleare ed ha accolto con favore il ritiro dalle trattative e dall’accordo dell’amministrazione Trump nel 2018. Il tycoon, infatti, aveva esercitato una politica di massima pressione nei confronti dell’Iran, anche palesando azioni militari “chirurgiche” nei confronti delle installazioni nucleari.

Nucleare iraniano, Israele: “Qualsiasi accordo che assomiglia a quello del 2015 è negativo”

Una settimana dopo l’entrata di Biden alla Casa Bianca, accennando alla possibilità che Washington ritorni all’accordo a condizione che Teheran adempia pienamente agli obblighi connessi, sono giunte le dichiarazioni dal Capo di Stato maggiore israeliano,

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