Governo: una questione di fiducia

in Politica

di Paolo Nizza

Aver lasciato fare un Governo tra due compagini politiche profondamente diverse nei valori di fondo, nella esperienza politica e nei programmi ha forse risolto il problema del momento e rinviato allora quello delle elezioni invocate dalla destra, ma è risultato un boomerang per il Colle, le cui scale sono state in questi giorni risalite da Conte. Portatore di un fardello politico negativo e di tanta fiducia perduta presso l’elettorato.

La verità è che c’è carenza di fiducia a tutti i livelli. I politici non si fidano tra loro. E offrono singolarmente e complessivamente una pessima immagine. Superficiali, evasivi come sono nei loro discorsi, quasi non potessero dire la verità….

Come riuscire a convincere una persona per bene e di spicco ad accettare di formare un governo con un Parlamento formato da parlamentari di così basso profilo e così alto tasso di rissosità?

Solo un avventuriero può tentare una simile impresa. Non una persona seria, affidabile e avveduta. E con un bagaglio di esperienza e di intelligenza di tutto rispetto come Draghi.

Vero è che la pandemia ha reso al Governo la vita più dura. Ma è anche vero che nella circostanza il Governo non ha saputo dare neanche una discreta prova di sé. Pletorici Comitati, Commissari e Supercommissari che, o sono subito spariti dalla scena (Caio) o per il loro modo di fare non hanno stabilito buon feeling con la stampa. Essenziale nella gravità dell’ora.

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