Al via con le consultazioni al Quirinale il borsino di Palazzo Chigi

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di Salvatore sfrecola

“Si lavora al Conte ter tra gli ostacoli”, titola oggi il Corriere della Sera nel giorno in cui iniziano al Quirinale le consultazioni dei partiti e, forse, anche del Gruppo “Europeisti”, nato per sostituire i voti di Italia Viva e sorreggere un eventuale nuovo governo Conte. Perché, se altro fosse il candidato a succedergli questo avverrebbe sulla base di una maggioranza certa che renderebbe inutile l’impegno dei “volonterosi” dell’ultima ora. L’ipotesi potrebbe essere quella di un governo di “salvezza nazionale”, giustificato dell’emergenza sanitaria e dalla contemporanea emergenza economica e sociale che preoccupa tutti, anche se le soluzioni e la loro attendibilità sono variamente delineate dai partiti in rapporto alle prospettive della utilizzazione dei fondi europei promessi.

Ce n’è abbastanza per la fantasia dei commentatori giornalistici e televisivi che immaginano scenari diversi, non essendo ancora chiara la volontà effettiva dei partiti al di là delle indicazioni generiche della vigilia, che potrebbero nascondere “piani B” non ancora definiti anche se immaginabili in alternativa al Conte ter, una scelta che può sembrare a taluno limitativa, una sorta di gabbia troppo angusta in vista di una navigazione parlamentare che potrebbe essere perigliosa per un esecutivo dalla incerta maggioranza. Una condizione legata molto alla figura del premier, considerato che Giuseppe Conte ha scontentato negli ultimi mesi, anche quanti dicono di patrocinare il suo reincarico, considerata la spocchia con la quale Palazzo Chigi ha gestito spesso i rapporti con i ministri, i partiti e le regioni.

Uno scenario che, in ogni caso, è condizionato dalla volontà delle forze politiche della maggioranza di non sfidare il responso delle urne, in vista dell’elezione del Capo dello Stato e in considerazione di due fattori negativi: la diminuzione dei consensi certificati dalle più recenti elezioni regionali e locali e convalidata dai sondaggi degli istituti demoscopici e la riduzione dei seggi disponibili alla Camera ed al Senato.

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