Lorenza Fruci: chi è la neo assessora alla Cultura, ex compagna di liceo della sindaca Raggi ed esperta in burlesque

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«La passione è il mordente della sua vita e non l’abbandonerà mai». Non è chiaro se nella frase che compare sulla homepage del suo sito personale la neo assessora alla Cultura del comune di Roma, Lorenza Fruci, parli di sé in terza persona o riporti una definizione che spererebbe sentirsi regalare. Oltre alla passione, anche l’amicizia con Virginia Raggi non l’ha mai lasciata in questi anni. La sua nomina a gestire il delicato settore nella Capitale dei mille monumenti e dei teatri in crisi, ha innescato critiche e fatto sollevare più di un sopracciglio anche nel M5S romano. Sindaca e neo assessora erano compagne di liceo allo scientifico Newton (1992-1997) e secondo i critici sarebbe questo il merito principale della 43enne, in un momento in cui la prima cittadina, negli ultimi mesi del suo mandato (salvo rinvii delle elezioni per Covid) sembra volersi barricare in un comitato elettorale di fedelissimi. Via dunque l’apprezzato vicesindaco con delega alla cultura Luca Bergamo, che aveva criticato la sua ricandidatura (con tutto lo strascico di eccezioni alla teorica regola dei due mandati grillini) dentro l’amica di classe che il mondo della cultura l’ha finora interpretato in chiave burlesque, la sua dichiarata passione, sulla quale ha scritto anche un libro. Per la cronaca è il 17esimo assessore cambiato in Giunta, oltre a due vicesindaci, il capo di gabinetto (Raffaele Marra) e del personale e più volte i vertici delle municipalizzate Ama, Atac, Acea.

Sempre sul suo sito, stavolta senza virgolettare la definizione, Fruci si qualifica come comunicatrice e progettista culturale in un curriculum carico di definizioni ad effetto ma — nello specifico settore di cui si occuperà — non altrettanta sostanza. E allora. Tag di pensiero: Cultura-empowerment-ironia. Laureata in scienze delle Comunicazione alla Sapienza, un master in «Filmare l’arte», un corso di perfezionamento in «Forme di governo e logiche decisionali femminili nella storia del presente». Poi elenca una serie di docenze, collaborazioni e laboratori sullo «storytelling, il «mentoring», la «comunicazione culturale». Una «talk» (chiacchierata) con Federico Buffa a Viterbo, un «paper» (testo?) su «Martina Dell’Ombra ci è o ci fa?», la moderazione di alcuni «panel», la docenza su Arabesque e Burlesque come credito formativo per i giornalisti dell’ordine di Alessandria.

Dal precedente incarico porta analoghe polemiche e dubbi, sia sulla scelta (di Raggi) che sulle competenze. Dal 2019 a oggi ha infatti ricoperto il ruolo di delegata del sindaco per le Pari Opportunità (27.576 euro lordi annui) con un contratto part time e compiti di «indirizzo e controllo politico in ordine alle progettualità afferenti lo sviluppo delle politiche di genere per la promozione dei relativi diritti, per l’accoglienza e il sostegno alle donne». Uniche tracce al quel momento di suoi interventi sul tema erano i due libri «Burlesque. Uno spettacolo chiamato seduzione» e «Betty Page. La vita segreta della regina delle pin-up», oltre al corto «Burlesque. Storia di donne». … segue

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