La Francia incassa con la Brexit: la fuga delle imprese dal Regno Unito le ha fruttato 170 miliardi

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La Banca centrale francese mette in cifre l’addio di Londra all’Ue che ha portato a Parigi circa 2.500 posti di lavoro e una lunga lista di attività finanziarie. Il picco dei trasferimenti si sarebbe verificato alla fine del 2020. La pandemia non ha fermato la fuga dal Regno Unito di imprese e lavoratori impauriti dai potenziali effetti negativi della Brexit. E mentre il Governo di Boris Johnson cerca di correre ai ripari, la Francia di Emmanuel Macron è uno dei Paesi che stanno incassando di più dalla scelta dei britannici di abbandonare l’Ue. È quanto emerge dai dati diffusi dal governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau. Il banchiere ha fatto notare che “si sono già stati trasferiti” a vantaggio di Parigi “circa 2.500 posti di lavoro” mentre “una cinquantina di entità britanniche hanno autorizzato il trasferimento in Francia di almeno 170 miliardi di euro di attività alla fine del 2020”, ovvero nello stesso periodo in cui i rappresentanti di Londra e Bruxelles erano ancora impegnati al tavolo negoziale per stringere l’agognato accordo, che è stato concluso solo lo scorso 24 dicembre. Una corsa contro il tempo segnata dallo spettro del ‘no-deal’, una eventualità catastrofica che ha fatto fuggire a gambe levate banche, assicurazioni e imprese di altro tipo.

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