In Medio Oriente si ridisegnano alleanze ed equilibri

in Esteri

Mentre Cina e Russia, oltre a tecnologia ed armi, vendono anche il loro vaccino, trasformando pure il Covid in strumento di penetrazione in Medio Oriente, l’Europa rimane a guardare, marginalizzando ancora di più la sua posizione.

Il Medio Oriente arabo si ricompatta. La miopia europea, ma soprattutto l’inseguimento di interessi nazionalistici, gli svarioni ormai storici della diplomazia statunitense, hanno lasciato mano libera alle dinastie del Golfo per tessere una nuova rete di alleanze e rinforzare le preesistenti. Una manovra che mira innanzitutto a limitare il protagonismo di Erdogan.  Ankara infatti sta sfruttando le situazioni di instabilità in Siria e Libia per imporre la sua egemonia. Anche le scelte interne come la decisione, alquanto discussa anche nel mondo musulmano, di far ritornare moschea Santa Sofia a Istanbul, vanno lette come un tentativo di accreditarsi tra i più ortodossi come difensore dell’Islam. Ma a distanza di un secolo, i popoli arabi del Medio Oriente continuano a essere sospettosi sui nipoti dell’Impero ottomano che per secoli li tenne sotto il giogo dell’occupazione.

Così l’Egitto riprende le relazioni con il Qatar aprendo nuove prospettive a diverse vicende nell’area. Infatti Il Cairo e Doha sono su fronti opposti in Libia e il governo di Al Sisi non perdona ai qatarini il sostegno alla Fratellanza musulmana, da sempre nemica giurata dei regimi militari egiziani. Il Qatar, sede della tv Al Jazeera e della più grande base Usa nel Golfo, è anche alleata con Teheran e sostiene la rivolta Houthi nello Yemen. Per questo è entrata nel mirino dell’Arabia Saudita tanto da arrivare a sanzioni contro il piccolo stato.

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