I servizi segreti deviati…dalla politica

in Politica

di Francesca Musacchio

La questione dei servizi segreti è sempre stata centrale, per ogni governo, che all’occorrenza li ha anche usati, manipolati, accusati, deviati insomma, a suo piacimento. Salvo poi darli in pasto alla stampa, di volta in volta, per offrire un colpevole da condannare e coprire le malefatte che la politica stessa ha ordito.

Funziona così, da sempre. Però non si può dire, non si può raccontare. Perché i servizi segreti sono un’arma estremamente potente nelle mani della politica, altrimenti non si capirebbe il motivo della ritrosia del premier Conte nel mollare proprio la delega ai servizi segreti. Una battaglia che ha combattuto, ufficialmente, contro Matteo Renzi, anche se erano tanti i cagnolini che avrebbero voluto addentare quell’osso. Ma sono rimasti nell’ombra, avendo cura di non esporsi per non apparire interessati. Alla fine, Conte ha mollato (forse) l’osso nominando l’ambasciatore Pietro Benassi a sottosegretario con delega ai Servizi segreti. Uomo capace e di grande esperienza, ma già etichettato come uomo di fiducia di Conte che proprio ad una figura del genere aveva annunciato di voler cedere la delega ai servizi. Che tradotto equivale a dire che vorrà mantenere informalmente il controllo sull’intelligence. 
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