OMS, il team arriva a Wuhan per indagare sulle origini della pandemia di coronavirus

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Un team di ricercatori è arrivato ieri nella città cinese dove è stata rilevata per la prima volta la pandemia di coronavirus, per condurre un’indagine politicamente sensibile sulle sue origini in mezzo all’incertezza sul fatto che Pechino possa cercare di prevenire scoperte imbarazzanti.
Il team è composto da 10 membri inviato a Wuhan dall’ OMS ed è stato approvato dal Governo del Presidente Xi Jinping dopo mesi di discussioni diplomatiche che hanno provocato un’insolita denuncia pubblica da parte del capo dell’OMS.
Gli scienziati sospettano che il virus che ha ucciso 1,9 milioni di persone dalla fine del 2019 sia passato agli umani da pipistrelli o altri animali, molto probabilmente nel sud-ovest della Cina. Il Partito Comunista al potere, ferito dalle denunce di aver permesso la diffusione della malattia, afferma che il virus proveniva dall’estero, forse da frutti di mare importati, ma gli scienziati lo rifiutano.
CGTN, il canale in lingua inglese dell’emittente statale CCTV, ha riferito l’arrivo del team dell’OMS.
Un portavoce del Governo ha detto che questa settimana si “scambieranno opinioni” con scienziati cinesi, ma non ha dato alcuna indicazione se sarà loro permesso di raccogliere delle prove.
Saranno sottoposti a una quarantena di due settimane, nonché a un test del tampone faringeo e un test degli anticorpi per COVID-19, secondo un post sull’account Weibo ufficiale della CGTN. Durante la quarantena dovranno iniziare a lavorare con esperti cinesi tramite videoconferenza .
La Cina ha respinto le richieste di un’indagine internazionale dopo che l’amministrazione Trump ha incolpato Pechino per la diffusione del virus, che ha fatto precipitare l’economia globale nella sua crisi più profonda dagli anni ’30.
Dopo che in aprile l’Australia ha chiesto un’inchiesta indipendente, Pechino ha reagito bloccando le importazioni di carne bovina, vino e altri prodotti australiani.
Uno dei membri del team dell’OMS del gruppo statunitense EcoHealth Alliance, ha detto all’Associated Press a novembre, che ci potrebbe essere la possibilità che un bracconiere di animali selvatici possa aver trasmesso il virus ai commercianti che lo hanno portato a Wuhan.
È improbabile che una sola visita degli scienziati confermi le origini del virus, individuare il serbatoio animale di un focolaio è in genere uno sforzo esaustivo che richiede anni di ricerca, tra cui il prelievo di campioni animali, analisi genetiche e studi epidemiologici.
Il direttore del Centro di ricerca per le infezioni virali emergenti presso l’Università Chang Gung di Taiwan, ha detto: “Il governo dovrebbe essere molto trasparente e collaborativo”.
Il governo cinese ha cercato di creare confusione sull’origine del virus. Ha promosso teorie, con poche prove, che l’epidemia potrebbe essere iniziata con l’importazione di frutti di mare contaminati, una nozione respinta da scienziati e agenzie internazionali.
“L’OMS dovrà condurre indagini simili in altri luoghi”, ha detto mercoledì un funzionario della Commissione sanitaria nazionale.
Alcuni membri del team dell’OMS erano in viaggio per la Cina una settimana fa, ma son dovuti tornare indietro dopo che Pechino ha annunciato di non aver ricevuto visti validi.
Potrebbe essere stato un “pasticcio burocratico”, ma l’incidente “solleva la questione se le autorità cinesi stessero cercando di interferire”, ha detto un esperto di salute presso l’Università di Sydney.
Un possibile obiettivo per gli investigatori è l’Istituto di virologia di Wuhan nella città in cui è iniziata l’epidemia. Uno dei migliori laboratori di ricerca sui virus della Cina, ha costruito un archivio di informazioni genetiche sui coronavirus di pipistrello dopo che nel 2003 si è sviluppata una sindrome respiratoria acuta grave.
Secondo l’agenda pubblicata dall’OMS per la sua ricerca sulle origini, non ci sono piani per valutare se potrebbe esserci stato un rilascio accidentale del coronavirus nel laboratorio di Wuhan, come hanno affermato alcuni politici americani, incluso il Presidente Donald Trump.
Un “audit scientifico” dei documenti dell’Istituto e delle misure di sicurezza sarebbe una “attività di routine”, ha affermato l’epidemiologo presso l’Università di Edimburgo e che dipende dalla volontà delle autorità cinesi di condividere le informazioni.
Sebbene possa essere difficile trovare esattamente lo stesso virus COVID-19 negli animali e negli esseri umani, la scoperta di virus strettamente correlati potrebbe aiutare a spiegare come la malattia sia inizialmente saltata dagli animali e chiarire quali misure preventive sono necessarie per evitare future epidemie.
Gli scienziati dovrebbero invece concentrarsi sulla creazione di un “quadro completo” del virus per aiutare a rispondere a future epidemie.

Redazione

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