EUROPA, AGONIA DI UNA CIVILTÀ

in Opinione

di Gennaro Malgieri

Lo smarrimento è tale che una immersione nella saggezza del grande poeta filosofo francese, Paul Valéry, è quasi terapeutica.

“Le nostre civilizzazioni sanno adesso di essere mortali”, si legge nei suoi celeberrimi Chaiers. 

Ma cosa c’è di sicuro quando il “travaglio dello spirito” non produce più nulla che possa mettere in forma una civiltà che si sta disfacendo?

Il vuoto che caratterizza la discussione sul destino dell’Europa, testimoniato dalle baruffe indecenti nelle carni vive di un Continente assediato dalla più imponente e tragica emergenza sanitaria, invoglia a riprendere tra le mani libri “senza tempo.

Niente di meglio in questi tempi di asfissia politica e di forzata “reclusione” per difenderci dalla pandemia, di un “tuffo” nelle pagine de La genesi dell’Europa (Lindau) di Christopher Dawson, uno dei maggiori storici inglesi del Nobecento nel quale l’introduzione alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo – davvero cruciali nella costruzione dell’identità continentale – viene giustamente considerata come un’età di rinascita dal momento che la complessa integrazione tra Impero romano e Chiesa cattolica, tradizione classica e società sostanzialmente “barbare” eppure soggiogate dalla romanità, favorì la nascita di una vitale civiltà, come descrisse magistralmente Gioacchino Volpe nei suoi studi sul Medio Evo e sugli albori della nazione italiana, componente di una nazione europea esistente, nonostante tutto, come spirito d’intrapresa nella edificazione di un edificio su rovine che non vennero rimosse, ma rivitalizzate grazie anche al monachesimo generatore di fede e di cultura…..segue

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