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Arabia Saudita-Qatar, le ragioni dietro l’accordo

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Lo stop dell’embargo al Qatar voluto dall’Arabia Saudita è l’ultima di una serie di accordi in Medio Oriente voluti e portati avanti da Washington, alcuni dei quali coinvolgono Israele e gli Stati arabi, volti a costruire un fronte unito contro l’Iran. Non è un caso, dunque, se alla cerimonia del vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo ad AlUla, presieduto dal re saudita Salman, presenzierà anche il consigliere senior della Casa Bianca, Jared Kushner, oltre all’emiro del Qatar al-Thani.

Se Riad ha chiarito la sua intenzione di revocare l’embargo, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto non hanno immediatamente commentato la questione. Gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto sono in conflitto con il Qatar in Libia e con i Fratelli Musulmani, mentre sono tutti alleati degli Stati Uniti. Il Qatar ospita la più grande base militare statunitense della regione, il Bahrein ospita la quinta flotta della Marina degli Stati Uniti e l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti ne ospitano le truppe.

Diplomatici e analisti affermano che l’Arabia Saudita starebbe spingendo per un accordo per dimostrare al presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, di essere aperta al dialogo. Biden ha, infatti, promesso di intraprendere una linea più dura con il Regno saudita sulla questione dei diritti umani e della guerra nello Yemen.

“Nonostante il presunto riavvicinamento tra le parti del Golfo, vale la pena notare che questo è apparentemente influenzato dal desiderio di prevenire la pressione dell’amministrazione Biden ormai prossima, più che un autentico impegno per la risoluzione del conflitto”, ha detto Emadeddin Badi, analista senior del Consiglio Atlantico. “In quanto tale, è molto improbabile che la distensione all’interno del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) influenzi in modo significativo le dinamiche geopolitiche”.

Il Qatar, che ha visto nel boicottaggio un tentativo di frenare la propria sovranità, ha affermato che qualsiasi risoluzione deve essere basata sul rispetto reciproco. Gli altri paesi avevano avanzato al Qatar 13 richieste, che vanno dalla chiusura della TV Al Jazeera, di proprietà di Doha, la chiusura di una base turca, al taglio dei legami con i Fratelli musulmani e al declassamento di quelli con l’Iran.

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