Adriano Segatori

MACRON: UNO STATISTA DI SPESSORE

in Editoriale
Adriano Segatori

di Adriano Segatori

Qualcuno, in questi anni, mi ha chiesto perché Macron mi stesse antipatico; altri, perché in questi momenti io abbia cambiato idea su di lui.

Doppio errore in una volta sola. A me, personalmente, Macron è sempre stato simpatico, come tutti gli psicopatici che ho incontrato nella mia carriera – dal punto di vista professionale, ovviamente, non certo come amici o soci.

Fa parte di quei soggetti i quali, per censo e per nascita o per doti interiori, proiettano la propria personalità in ambienti che possano soddisfare la propria narcisistica megalomania: la finanza, la politica, la gestione aziendale, il comando militare.

Nel bene e nel male sono persone di spessore, quindi con grandi ombre e profonde oscurità. Grandi, comunque. Se volessimo fare dei paragoni delinquenziali, Al Capone e El Chapo sono stati degli imprenditori del crimine, mentre un borseggiatore di vecchiette e lo spacciatore pastiglie restano solo dei falliti malviventi.

Uno psicopatico serio diventa statista, un fallito sociale diventa un impiegato politicante.

Macron, con il conferimento della Legion d’onore al presidente egiziano al-Sisi, ha compiuto una operazione diplomatica di interesse nazionale. Di fronte al concreto pericolo islamista ha lisciato il pelo a colui il quale è in prima linea contro il radicalismo islamico rappresentato dai Fratelli musulmani.

Macron, che inizialmente ha rappresentato un pericolo per la Francia a causa delle sue esternazioni arroganti, ai suoi comportamenti equivoci e a dir poco imbarazzanti, alle sue prese di posizioni alquanto scabrose, con questa iniziativa scombina le carte – che solo uno spregiudicato psicopatico ha il coraggio di fare – e si pone a difesa della Nazione.

Ecco la differenza dai nostri raffazzonati politicanti, impreparati in tutto, dalla geografia alla strategia. Afflitti da labilità emotiva, da superficialità empatica e da buonismo accattone, per la morte di Giulio Regeni sono disposti a sanzioni, a ritirare ambasciatori, a boicottare canali commerciali.

Se avessero le palle – e ne constatiamo la mancanza – avrebbero dovuto ritirare l’ambasciatore da Londra, quando Cambridge rifiutò di collaborare con la giustizia italiana per fare chiarezza sulla presenza del dottorando in Egitto; dovrebbero chiarire la motivazione della tesi secretata – mai sentito di una ricerca di dottorato non divulgabile, anzi; dovrebbero pretendere di conoscere i legami tra il gruppo comunista e islamista di quella università e i contatti di Regeni in Egitto.

I senzapalle di cui sopra ringhiano per fare luce sull’avvenimento di un singolo in un paese straniero, quando l’Italia è confusa e volutamente ottenebrata per quanto riguarda stragi, incidenti sospetti e suicidi equivoci.

Macron ha deciso di applicare il criterio del “marciare divisi per combattere uniti” in nome della Nazione, i governanti italioti quello di “combattere divisi pur di arrivare uniti alla sua liquidazione”. Lui, lo psicopatico di spessore, vuole trovarsi un posto nella storia, gli altri si accontentano di un trafiletto in cronaca.

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