«Sahara, l’Italia isoli chi sostiene il Polisario filo Isis»

in Esteri/Speciale Marocco

«Le menzogne del polisario trovano sostegno in una parte della società civile italiana, nonostante i separatisti non godano di nessuna legittimazione dai “sahrawi”». La Bussolaintervista l’ambasciatore del Marocco in Italia. Che si appella al nostro Paese: «Chiedo che le loro azioni si concentrino nel convincere i separatisti del polisario, dai consolidati rapporti con organizzazioni terroristiche, a smettere le minacce alla legalità. Si ponga fine alla sofferenza delle 40 mila persone sotto il ferreo sistema di controllo repressivo delle milizie del polisario». 

Pensare che quanto succeda al confine del Sahara sia solo un affare marocchino e africano è miopia. L’impatto concerne anche l’Europa. La Bussola ne parla con l’ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, Youssef Balla (nella foto in basso).

Il mondo distratto dal coronavirus non si sta accorgendo di quanto sta accadendo al confine del Sahara. Perché questa miopia politica da parte dell’Occidente? E che ruolo ha il Marocco nella zona cuscinetto di Guergarat fra Marocco e Mauritania?
Grazie per questa importante domande. Quanto accaduto nei giorni scorsi nella zona cuscinetto di Guerguerat è stato seguito con attenzione dalla comunità internazionale. Le milizie armate del polisario, sostenute dall’Algeria, si erano introdotte in territorio marocchino, e precisamente nella zona cuscinetto di Guerguerat che il Marocco ha messo sotto la responsabilità dell’ONU per garantire il cessate il fuoco in base all’accordo del 1991.

Che cosa sta succedendo?
I separatisti, sfruttando anche civili come scudi umani, hanno compiuto atti di banditismo e bloccato la circolazione di persone e merci tra Marocco e Mauritania, oltre  a provocare gli osservatori militari della missione Minurso. In questa pericolosa escalationcausata dalle milizie del polisario, il Marocco, in piena sintonia e aggiornamento con l’ONU e il suo Segretario Generale, è stato costretto ad intervenire esercitando il suo diritto in una zona di sovranità nazionale nel Sahara marocchino.

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