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Atene accusa la Turchia di facilitare la migrazione somala in Grecia

in Esteri

Il governo greco ha accusato la Turchia di incoraggiare la migrazione somala attraverso campagne di promozione e offerte di visti, consentendo così ai migranti di proseguire il loro cammino per la Grecia.

Atene ha a lungo accusato Ankara di aver armato la migrazione per aumentare la pressione sull’Unione europea. La Turchia, dal canto suo, ha sempre risposto che l’Unione Europea non fornisce un adeguato sostegno per consentirle di accogliere i circa quattro milioni di migranti, molti dei quali desiderano andare in Europa.

Tra febbraio e marzo, ci sono state non poche scaramucce tra migranti e polizia al confine greco-turco dopo che un’ondata, come sostiene il governo greco, sarebbe stata orchestrata proprio dalla Turchia.

“In Somalia, sappiamo che le autorità turche, il ministero dell’istruzione e altri ministeri stanno promuovendo l’immigrazione in Turchia”, ha detto in una conferenza stampa il ministro della Migrazione greco Notis Mitarachi.

Citando presunte testimonianze di migranti somali, Mitarachi ha detto che questi venivano “agevolati” da un ufficio turco a Mogadiscio per ottenere visti basati su certificati e documenti forniti da istituzioni finanziate dalla Turchia in Somalia.

Tra questi un ospedale e un’università a Mogadiscio, ha detto il ministro, che ha aggiunto: “Sappiamo che fino a 300 persone sono arrivate in Turchia in questo modo”.

“Queste persone stanno essenzialmente arrivando legalmente in Turchia, con il preciso scopo del traffico illegale in Europa. Quando i somali arrivano a Istanbul, vengono trasferiti in furgoni in aree specifiche della città dove rimangono fino a quando non sarà organizzato il loro trasferimento sulla costa occidentale turca”, ha detto.

“È ovvio che queste persone non sono a rischio in Turchia e quindi dovrebbero ricevere asilo lì. È preoccupante come Ankara sembri facilitare l’arrivo di questi migranti fornendo volontariamente visti per il viaggio”, ha detto Mitarachi, che ha sottolineato come anche i richiedenti asilo somali avrebbero utilizzato “biglietti e visti sovvenzionati e pagati dalle ONG”.

Per il momento Ankara non ha ancora replicato alle accuse. 

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