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Isis, smascherata raccolta fondi nel Regno Unito per donne jihadiste in campi siriani

in Esteri

Una raccolta fondi nel Regno Unito ad opera dell’Isis con l’obiettivo, rivelatosi falso, di liberare le donne e spose jihadiste occidentali dai campi profughi siriani. La denuncia arriva dal giornale britannico The Mail on Sunday.

I campi siriani coinvolti nell’operazione includono anche quello di Al-Hol, dove si trovava Shamima Begum, fuggita dalla Gran Bretagna a soli 15 anni per unirsi all’Isis.

Un rapporto della scorsa settimana ha rivelato l’esistenza di un gruppo Instagram chiamato Caged Pearls, gestito da donne britanniche detenute ad Al-Hol, che raccolgono fondi per finanziare la loro fuga dai campi. O almeno così fanno credere.

Una di loro si chiama Sumaya Holmes. Dopo essere stata portata fuori dal campo di nascosto si è recata in Turchia. Si dice che Holmes sia la vedova di un combattente Daesh britannico morto in Siria, e l’attuale moglie di un estremista bosniaco in prigione nel suo paese d’origine.

Holmes chiede donazioni sulla sua pagina Facebook e pubblica foto di donne che reggono dei poster imploranti aiuto.

Uno di questi dice: “Sono una sorella del campo di Al-Hol e ho bisogno di 6.000 dollari per scappare dal PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan). Per favore, chiedo a tutti di aiutarmi e di donare il più possibile”.

Holmes ha sottotitolato l’immagine scrivendo: “Questa è la mia amica e ha bisogno di aiuto. Mi ha mandato questa foto ieri. Per favore, anche se non puoi aiutare passalo a chi può donare”.

Un’altra immagine, pubblicata sempre da Holmes, mostra una donna che tiene in mano un pezzo di carta che dice: “Sono una tua sorella musulmana nel campo di Al-Hol. Ho bisogno dell’aiuto dei miei fratelli e sorelle per essere liberata dalle mani delle SDF (Forze Democratiche Siriane). Ho bisogno di 7.000 dollari per poter andar via di qui con i miei figli”. Il messaggio aggiungeva: “Puoi fidarti di Sumaya Holmes, sta cercando di aiutarmi a raccogliere i soldi necessari”.

Un giornalista del Mail on Sunday si è allora finto un convertito all’Islam. Dopo aver inviato messaggi a Holmes su Facebook per offrire supporto e denaro, questa ha chiesto di comunicare attraverso Telegram, un’app di messaggistica crittografata, prediletta dagli estremisti islamisti e criminali per i suoi alti livelli di protezione e privacy. Holmes ha poi chiesto una donazione in Bitcoin, metodo di pagamento rifiutato dal giornalista. Ha allora suggerito di effettuare un deposito bancario sul conto di un collaboratore in Giordania e poi attraverso Hawala, un sistema alternativo per trasferire fondi, nato in Medio Oriente, che assicura sicurezza e anonimato. Ma il giornalista sotto copertura ha rifiutato di nuovo. Holmes alla fine ha fornito i dettagli di un uomo chiamato Anas, che si trova a Londra e che può raccogliere la donazione di persona. Nel frattempo, Holmes pubblicava un post descrivendo il ceceno che ha decapitato l’insegnante Samuel Paty come “un eroe”.

Un secondo reporter sotto copertura ha organizzato l’incontro con Anas al fine di consegnargli il denaro. Ma il giornalista ha lasciato nel luogo concordato una busta contenente solo un cruciverba.

Un uomo che indossava un casco bianco è arrivato in sella a uno scooter, ha trovato e prelevato il pacco.

Presto scoperto lo stratagemma, Anas inizia a negare qualsiasi coinvolgimento nello scambio, illegale secondo la legge britannica se la busta contenesse del denaro contante. Successivamente, anche Holmes ha iniziato a negare il suo coinvolgimento. “Non è vero, buona fortuna con la pubblicazione delle tue bugie”, ha detto.

Le ultime stime suggeriscono che circa 300 dei 900 britannici che si sono recati in Siria per unirsi a Daesh sono tornati in patria.

La dottoressa Vera Mironova, esperta di Daesh e ricercatrice presso l’Università di Harvard, ha dichiarato: “Fuggire dai campi costa circa 18.000 dollari e il successo di queste campagne mostra le ingenti somme di denaro che l’Isis è in grado di raccogliere online”.

Vera Mironova ha poi aggiunto: “Le donne che raccolgono denaro online lo fanno per l’Isis e vantano una vasta rete di sostenitori a livello globale”.

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