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Francia, l’emarginazione rovina la vita dei francesi di origine araba: il sondaggio

in Esteri

In Francia, un sondaggio condotto da Arab News rivela dei risultati inaspettati sul senso di emarginazione dei francesi di origine araba

Mentre l’ondata di violenza mossa dall’Islam radicale scuote le città della Francia e la cultura occidentale in generale, l’islamofobia è in aumento.

A tal proposito l’INSEE, l’ufficio statistico nazionale francese, ha affermato che nel il 55% degli immigrati, sia di prima che di seconda generazione, proviene da paesi arabi, costituendo il più grande gruppo minoritario in Francia.

Per la prima volta è stata condotta un’indagine tra i francesi di origine araba. Lo ha fatto Arab News, che ha incaricato la principale società di sondaggi online, YouGov, di condurre una ricerca sulla percezione della loro vita in Francia e sulla loro posizione di fronte al secolarismo.

Il sondaggio è stato condotto tra l’8 e il 14 settembre e si è basato su un campione rappresentativo di 958 francesi provenienti da paesi arabi e residenti in Francia.

Lo studio conferma, innanzitutto, il loro desiderio di appartenere a una Francia democratica e laica. Emerge poi che le religioni non sono percepite allo stesso modo dalla società francese. Contrariamente alla credenza popolare, la maggior parte degli intervistati è risultata istruita e occupata, mentre i francesi di origine araba hanno generalmente familiarità con il sistema francese e la sua storia e aderiscono ai valori fondamentali della Repubblica francese.

I francesi di origine araba si sono ampiamente adattati al modo di vivere in Francia, ma non si sentono accettati. Alcuni di loro dicono di percepire addirittura di un senso di stigmatizzazione. Sia la loro religione che le loro origini non hanno alcun impatto sul loro senso di appartenenza alla società francese, ma il suono del loro nome ha un impatto sulle loro carriere professionali.

Un sentimento di diversità che, per il 51%, non è legato al colore della pelle, ma piuttosto all’origine etnica del proprio nome (36%), che invece incide negativamente sulla propria carriera, sulle prospettive.

Il 54% di loro sostiene la laicità, che ritiene essere una soluzione ai problemi del mondo arabo. Le persone interrogate sono riluttanti alla religione che interferisce con la politica e apprezzano il sistema secolare applicato in Francia, che difendono apertamente anche nel loro paese di origine.

Inoltre, la maggioranza non è favorevole alle normative sull’abbigliamento religioso, ma il 45% degli uomini, il 48% degli intervistati residenti nelle zone rurali della Francia e il 50% di coloro che hanno più di 55 anni sostengono le leggi normative e sono favorevoli a tali decisioni, contro il 29% degli intervistati più giovani (18-24 anni).

I più anziani sono meglio integrati dei più giovani nati in Francia. Le nuove generazioni sono molto meno entusiaste delle istituzioni statali e sembrano tornare alle radici dei loro genitori, rafforzando così il loro senso di alterità.

L’indagine evidenzia il divario crescente tra le generazioni: i giovani francesi di origine araba tra i 18 e i 24 anni, percepiscono positivamente la propria religione (53%), ma sembrano meno propensi a rispettare le normative e ad entrare a far parte di istituzioni come la nazionale di calcio. Pertanto, il 58% sosterrebbe la squadra di calcio del proprio paese di origine contro la Francia, mentre il 58% degli uomini di età compresa tra 35 e 44 anni e il 72% degli over 55 sosterrebbe la squadra francese.

Quest’ultimo punto riflette un gap generazionale, una grande sfida per il futuro. Un significativo 49% degli intervistati e il 52% dei 18-34enni ritiene che i livelli di istruzione siano il fattore più importante per l’avanzamento della loro carriera, ma che il loro cognome da solo abbia un impatto negativo su questa.

Risultato interessante di un sondaggio che lo è altrettanto, perché una conoscenza più approfondita del popolo francese di origine araba, quello pacifico e attaccato ai valori di libertà e laicità, è essenziale se si vuole vincere la lotta contro l’estremismo e l’islamizzazione in Francia.

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