ANCORA UN’OFFESA ALLA DIGNITA’ CALABRESE

in Opinione

di Luigia Aristodemo e Alessandro Amore

Dopo dieci anni di commissariamenti si continuano ad offendere cittadini calabresi nominando, come commissario alla sanita, prima un generale dei carabinieri ed ora un prefetto.
Era troppo facile (o troppo logico) fare un censimento delle eccellenze mediche e organizzative calabresi the operano con successo in tutte le regioni italiane? Basta andare sul sito “topitalianscientist,googlescholar” e leggere la classifica degli scienziati, in base all’indice H, per rendersi conto che tra i migliori medici ci sono tantissimi calabresi. E gli stessi dati vengono confermati dalla banca dati biomedica “PUBMED”, facilmente accessibile on line, che individua le eccellenze calabresi presenti in Italia e all’estero. Invece e stato trovato un nuovo “controllore” per la sanita’, ignorando tante eccellenze calabresi e offendendo ancora una volta la terra che è stata la patria di grandi filosofi come Bernardino Telesio e Tommaso
Campanella.
In Calabria c’è un ospedale ogni 30 Km. “Cattedrali nel deserto”, nella maggior parte inutilizzate, costruite solo per sperperare il denaro pubblico senza garantire la dovuta assistenza sanitaria ai cittadini che sono costretti a rivolgersi alle strutture del nord tanto che la loro presenza rappresenta il 65% del totale dei pazienti.
Una situazione drammatica, frutto della vecchia politica clientelare che ha
trasformato le strutture ospedaliere in aziende che guardano solo al bilancio che cresce di anno in anno grazie all’apertura ai privati ed alla
opportunità offerta ai medici del S.S.N. di svolgere la libera professione.
Si è voluta una “CONTRORIFORMA” che ha penalizzato la sanita pubblica
in favore di quella privata. Una controriforma che, oltre che creare reparti
inutili, ha ignorato la professionalità dei medici ed il loro ruolo determinante nel garantire assistenza per tutti.
Gestire la sanita dovrebbe essere compito di un addetto al settore ed invece e stato chiamato un Prefetto a governare e tentare di salvare la sanità calabrese. Niente di personale contro questa nomina, ma viene spontaneo chiedersi se il nuovo Commissario conosca la differenza tra una terapia sub intensiva da una intensiva, o se abbia una preparazione amministrativa e manageriale.
E comunque cancellare il debito di oltre un miliardo della sanita calabrese
senza le garanzie del Governo, da l’idea di aver messo un uomo dello Stato al solo scopo di controllare eventuali ruberie.

La Presidente della Regione Calabria Jole Santelli, recentemente
scomparsa, aveva scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Le responsabilità politiche devono essere chiare e nette. Tutte le scelte sanitarie competono in Calabria al Governo e ai suoi Commissari.
Sono stata attenta ad evitare lo scontro istituzionale, non credo faccia
bene a nessuno, ma chi decide di commissariare e effettuare le scelte, poi deve avere il coraggio di assumersi le responsabilità che ne conseguono”.

E poi:

” Nella riunione con i Commissari Arcuri e i Ministri Speranza e Boccia, lo stesso Commissario ha specificato che nelle regioni in cui e presente il commissariamento ad acta la regione non e soggetto attuatore.
Non mi interessa essere soggetto attuatore di un piano che non condivido,
ma e necessario che i calabresi sappiano che il Governo sta assumendo tutta la responsabilità della gestione Covid in Calabria e che la Regione è stata totalmente esautorata. Mi dispiace, dopo mesi di leale collaborazione ne prendo semplicemente atto.
La responsabilità verso i calabresi deve essere però chiara, se viene ridisegnata la rete oncologica sul tumore alla mammella e, nonostante le
proteste della Regione si và avanti per una strada che, purtroppo porterà ad una nuovo e pesante emigrazione sanitaria, se vengono bloccate le radio terapie per esigenze di budget, rendendo impossibile ai calabresi di curarsi a casa propria e costringendoli ad andare fuori regione per terapie
salvavita, i calabresi devono sapere che sono scelte effettuate da commissari di governo, con la totale contrarietà della Regione.”

Il risultato che la politica del Governo ha ottenuto, dopo 10 anni di commissariamento, è che la sanità calabrese ha effettuato pochi investimenti, zero strategia, nessuna prospettiva, medici ed infermieri
lasciati soli.
Quello che lascia sbigottiti sono le scelte che il Governo ha sempre fatto
per la nomina dei commissari. Nessun medico, nessun manager, ma solo
controllori in pensione, Om se in Italia non esistessero persone che ancora lavorano.

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