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Turchia, le autorità puniscono i difensori delle donne

in Esteri

In Turchia la situazione si sta mettendo decisamente male per le donne. Da alcuni media trapela che le autorità stanno portando avanti una campagna di repressione dei difensori dei diritti delle donne nel paese. Continuano, infatti, i procedimenti giudiziari e gli arresti delle donne avvocato che difendono i diritti delle vittime di violenza domestica di mariti o fidanzati, per il solo fatto di essersi rifiutate di continuare il matrimonio o aver chiesto di separazione.

Giovedì scorso, 19 novembre, le forze di sicurezza turche hanno arrestato 17 membri dell’Ordine degli avvocati nella città a maggioranza curda di Diyarbakir, nel sud-est del Paese, tra cui diverse donne avvocato che difendono i diritti delle donne e chiedono l’uguaglianza di genere.

Secondo Stop Femicide, organizzazione che promuove campagne contro la violenza domestica e sostiene i diritti delle donne nel Paese, tra ottobre e gli inizi di novembre almeno 43 donne sarebbero state vittime di femminicidio in Turchia.

“Dobbiamo rifiutare tutte le forme di violenza contro le donne e resistere al fenomeno dell’uccisione delle donne per mano degli uomini”, ha detto una portavoce dell’organizzazione, aggiungendo che “gli incidenti di femminicidio si verificano quando le donne prendono decisioni sul loro futuro e sulla loro vita, e gli uomini non le accettano”.

Il noto attivista Malak Onder ha dichiarato ad Al-Arabiya.net che “Le donne in Turchia lottano per rivendicare i propri diritti, e ogni giorno molte di loro si recano nelle stazioni di polizia e nei tribunali per chiedere protezione, ma le leggi non vengono applicate come dovrebbero. Ne è un esempio la Convenzione di Istanbul, che richiede alle autorità di prevenire il verificarsi di questo genere di violenze”. E ha continuato: “Le donne vengono chiaramente uccise, non si suicidano come affermano le autorità turche, ma purtroppo c’è chi copre gli omicidi. Solo nel 2020 ben 152 donne hanno perso la vita in circostanze sospette“.

Malak Onder ha rivelato anche che “269 donne sono state uccise dall’inizio di quest’anno, e gli autori sono nella condizione di poter ripetere i loro crimini, perché ritenuti non responsabili e quindi impuniti”.

Laila Maher

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