Tra Covid e online, il commercio è destinato al collasso. L’allarme di Confesercenti

in Economia

Tra la crisi innescata dalla pandemia e il dominio delle vendite online che generano un problema di concorrenza, il commercio, soprattutto di ‘vicinato’, è destinato al collasso. È l’allarme lanciato dalla presidente nazionale di Confesercenti, Patrizia De Luise. “Le preoccupazioni sono fortissime” perché la combinazione dei due fattori rischia di mettere in ginocchio un settore già provato da tempo. In un’intervista all’AGI, De Luise non demonizza il canale delle vendite online ma chiede regole certe e tempo per permettere alle piccole imprese di attrezzarsi.

“Non può essere imputato solo a questo canale il problema degli esercizi commerciali – spiega – ma se le attivita’ sono state costrette a chiudere non potendo tutte andare sul web, si pone un problema di alterazione delle condizioni mercato. Chiediamo dunque che vengano fatte regole equilibrate che garantiscano concorrenza”. In questo modo “non è un mercato uguale per tutti, anche perché chi ha chiuso è stato costretto a farlo”, aggiunge.

Solo per fare un esempio, prosegue De Luise, “gran parte dei ristoranti hanno attivato servizi di consegna a domicilio e di asporto che stanno funzionando. Ci si sta attrezzando ma si aiutino anche le piccole imprese: dobbiamo avere piattaforme nazionali con un processo di digitalizzazione che deve essere favorito e fatto velocemente perche’ il web oggi è appannaggio delle grandi Internet company”.

Quanto alla crisi dovuta all’emergenza da Covid-19, argomenta la presidente di Confesercenti, “il governo ha fatto grandi interventi ma se le imprese chiudono perdiamo quella qualità che ha reso le vie commerciali delle nostre città meta di turisti da tutto il mondo. Stiamo distruggendo in particolare le attività di vicinato”. Confesercenti vorrebbe orientarsi “sul futuro” e in questo senso la manovra “non è impostata a sostenere la ripresa – conclude De Luise – non si pensa a un progetto di sviluppo vero. Finita questa fase, dobbiamo mettere le imprese nella condizione di ripartire”. agi.it

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