ANSA/ Marocco, ‘azione pacifica nel Sahara occidentale’ Ambasciatore a Roma: ‘Polisario ha violato il cessate il fuoco’

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ROMA
(ANSA) – ROMA, 17 NOV – Le proteste dei giorni scorsi nel
Sahara occidentale da parte dei saharawi “non erano proteste di
civili ma si trattava dell’introduzione delle milizie armate del
Polisario nella zona cuscinetto di Guerguerat, documentate dagli
osservatori dell’Onu. I civili presenti erano utilizzati dal
Polisario, sostenuto dall’Algeria, come scudi umani”.
L’ambasciatore del Marocco in Italia Youssef Balla, in
un’intervista all’ANSA, ricostruisce la dinamica che ha portato
all’intervento delle forze marocchine nell’area il 13 novembre e
precisa che “l’azione del Marocco era pacifica, inoffensiva e
senza nessun contatto con i civili e in presenza degli stessi
osservatori dell’Onu. Queste introduzioni che hanno bloccato il
transito di persone e merci nello strategico valico tra Africa e
Europa di Guerguerat – sostiene il diplomatico – rappresentano
una violazione da parte del gruppo armato separatista degli
accordi di cessate il fuoco e una minaccia alla sicurezza e alla
stabilità della regione”.
Rispondendo a una domanda sui rischi per la sicurezza, anche
dello stesso Marocco, della situazione nel Sahara Occidentale
che si trascina senza prospettive da decenni, Balla ricorda che
il referendum sull’autodeterminazione “è stato abbandonato dal
2000 dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu perché impraticabile
politicamente e tecnicamente, e nessuna risoluzione ne fa
riferimento da quella data. Non è infatti un principio della
Carta delle Nazioni Unite ma soltanto uno strumento tecnico. Per
questa ragione l’Onu ha avviato un processo politico per
raggiungere una soluzione politica realistica, pragmatica,
duratura e basata sul compromesso”.
Il Marocco, sottolinea l’ambasciatore, “ha risposto
all’appello dell’Onu nel 2007 con l’iniziativa di autonomia
secondo gli standard internazionali e qualificata dal Consiglio
di Sicurezza come ‘seria e credibile’. Purtroppo le altre
parti, Algeria e Polisario, sono rimaste trincerate su posizioni
intransigenti e massimaliste, senza preoccuparsi della
situazione delle migliaia di persone che vivono da 40 anni nei
campi di Tindouf in Algeria in condizioni drammatiche, private
di libertà sotto il ferreo sistema di controllo repressivo delle
milizie del Polisario”.
Sulla reale praticabilità di un processo negoziale che porti
a una pace vera e a una soluzione equa, l’ambasciatore evidenzia
che “la dinamica del processo politico è già stata avviata dal
segretario generale sotto le garanzie del Consiglio di Sicurezza
dell’Onu per raggiungere una soluzione politica e realistica in
base all’iniziativa di autonomia presentata dal Marocco. Il
nostro Paese – aggiunge – ha sempre espresso il suo attaccamento
irreversibile agli sforzi del segretario generale”.
Secondo il diplomatico, “tocca adesso alle altre parti e
soprattutto all’Algeria, vero artefice di questa controversia
regionale, impegnarsi seriamente in questo processo politico
secondo i paramenti fissati dallo stesso Consiglio di sicurezza
e la formula delle tavole rotonde di Ginevra”. “La soluzione a
questa controversia sul Sahara marocchino – conclude – darebbe
un importante impulso all’integrazione regionale che soffre
questo problema e libererà energie e competenze per la
costruzione di un futuro comune”. (ANSA).

GA/ S0A QBXB

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