Pronto soccorso da incubo. Al San Camillo si rischia il contagio

in Roma/Salute

Un pronto soccorso da incubo: ambiente «sporco, inadeguato e sovraffollato», con barelle «a meno di un metro di distanza fra loro», promiscuità («senza nessun tipo di indicazione per separare i percorsi sporco e infetto con quello pulito e non infetto») e insufficienti «sistemi d’erogazione d’ossigeno a muro» (con il ricorso obbligato alla «movimentazione di un numero ingente di bombole»). Così viene descritta l’area d’emergenza-urgenza dagli stessi operatori del San Camillo-Forlanini che, dopo un sopralluogo effettuato dalla delegazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), hanno stilato questo rapporto sul pronto soccorso visto da molto vicino. Frutto della «raccolta delle segnalazioni da parte dei lavoratori» dell’azienda ospedaliera e inviato a tutti i direttori dei reparti. Ai quali la delegazione Rls ha fatto «presente la necessità di avere un riscontro entro 48 ore per verificare congiuntamente la coerenza della situazione descritta»…. continua su iltempo.it

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