ISLAM/ Erdogan addestra jihadisti in Siria per rifare l’impero turco

in Esteri/Terrorismo

Il generale curdo Kobane ha lanciato l’allarme: in Siria, nelle aree curde occupate dalla Turchia, ex miliziani dell’Isis e di al Qaeda vengono addestrati da Ankara.

La denuncia che arriva dal generale curdo Mazloum Abdi Kobane, la massima autorità politica e militare delle Forze Democratiche Siriane, un’alleanza composta da curdi, arabi, assiro-siriani, è inquietante. È la stessa alleanza, che, come ricorda lui stesso, ha sconfitto e abbattuto lo Stato islamico. Intervistato da Repubblica, il generale avverte come nelle zone della Siria del nord, le aree curde occupate dalla Turchia durante l’invasione di mesi fa, vengano addestrati e armati dai turchi ex miliziani jihadisti, dell’Isis e di al Qaeda, allo scopo di essere inviati in teatri di guerra. Già si sapeva che in diverse migliaia sono stati mandati in Libia a sostegno delle forze di Tripoli e altre migliaia in Azerbaijan per combattere contro gli armeni. “Quella di Erdogan – afferma il generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore dell’areonautica e della difesa, oggi Consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali – è una politica espansionistica spregiudicata, che arriva fino ai Balcani ed è probabilmente motivata dalla grave crisi economica interna nel tentativo di distrarre i suoi elettori da tale crisi”. In questo senso, aggiunge, “non c’è da stupirsi che stia utilizzando gli ex miliziani jihadisti come truppe da spedire nelle aree dove ha bisogno”.

Miliziani jihadisti addestrati, finanziati e armati dalla Turchia nelle zone curde del nord della Siria, occupate dalla stessa Turchia. Erdogan con il suo espansionismo è diventato ormai una minaccia per l’Occidente?

È evidente che Erdogan giochi una partita molto impegnativa. Le motivazioni, come già ipotizzato da diversi esperti, potrebbero essere legate alla necessità di garantirsi un supporto da parte del popolo a causa della grave situazione economica in cui versa il suo paese, dovuta a vari fattori comuni a tutti come il Covid, ma anche e soprattutto a fattori tipici della Turchia.

Sta quindi cercando di distrarre l’attenzione del suo elettorato?

Sì, con una politica espansionistica. Noi focalizziamo l’attenzione su quanto accade in Siria, in Libia o in Azerbaijan, ma non dimentichiamo quello che accade nei Balcani. A partire, per esempio, dagli accordi stretti con l’Albania: il porto di Valona è passato in mani turche, un porto che noi italiani abbiamo ricostruito dopo gli anni difficili del post-comunismo. C’è un tentativo di espansione dell’area di influenza turca e perciò non sarebbe sorprendente quanto detto sull’addestramento di truppe nei territori curdi da spendere nei vari teatri in cui la Turchia si può trovare impegnata. È un trend geopolitico che Erdogan sta inseguendo con spregiudicatezza e ferma intenzione. Ed è paradossale se si pensa che la Turchia è un paese membro dell’Alleanza atlantica….continua su ilsussidiario

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina