Consiglio supremo di difesa riunito per Covid. Cosa c’è dietro la mossa di Mattarella

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Il Presidente Mattarella ha convocato oggi al Quirinale il Consiglio Supremo di Difesa, e tutto fa supporre che non si tratterà di un vertice di ordinaria amministrazione. L’ordine del giorno prevede infatti al primo punto «Le conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla Nato e all’Unione Europea» con un «aggiornamento sulle principali aree di instabilità e punto di situazione sul terrorismo transnazionale», con le «prospettive di impiego delle Forze Armate nei diversi teatri operativi».
Che il Capo dello Stato voglia essere relazionato dai vertici militari e civili sul disordine mondiale in atto alla vigilia delle cruciali elezioni americane del 3 novembre ovviamente non sorprende, perché l’era del Covid ha rapidamente mutato il quadro geopolitico globale, con la Cina – origine della pandemia – unica potenza ad aver rimesso in moto a pieno regime il suo apparato economico mentre il resto del mondo annaspa pericolosamente verso la recessione. La clamorosa rottura commerciale tra Washington e Pechino, con l’imposizione dei dazi americani e la guerra digitale del 5G per il dominio tecnologico del mondo avviata strategicamente dalla Cina sono altri due elementi di grande rilievo, anche perché l’Italia guidata dal partito filocinese è finita nel mirino degli alleati Nato per la sua posizione troppo ambigua, e rischia di mettere a rischio la sicurezza dell’alleanza militare.

A completare una cornice di estremo pericolo ci sono poi l’espansionismo della Turchia di Erdogan, dalla Libia al Mediterraneo orientale, le tensioni con la Grecia e la rottura con la Francia dopo l’attentato islamista di Parigi con la decapitazione di un professore reo di aver mostrato in classe le vignette su Maometto. L’antiterrorismo sta monitorando attentamente, in stretta collaborazione con l’intelligence francese, gli eventuali collegamenti del terrorista assassino di Parigi con ambienti del radicalismo islamico in Italia, e i rischi di emulazione ispirati dalla predicazione fondamentalista nelle madrasse clandestine incontrollate. Ma la preoccupazione maggiore in questo momento è legata alle tensioni sociali causate dalle nuove misure anti Covid. Il timore è che i disordini prima di Napoli e poi di Roma siano stati solo le avvisaglie di una mobilitazione spontanea che potrebbe dilagare rapidamente in tutto il Paese, e che le frange eversive di estrema destra, oltre ai gruppi anarco-insurrezionalisti approfittino del disagio sociale per infiltrarsi nelle sacrosante proteste pacifiche delle categorie condannate alla desertificazione economica dalle politiche del governo.

Nel vertice di oggi al Quirinale sarà preso in grande considerazione l’allarme lanciato ieri dal procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, secondo cui queste proteste sono «coordinate da una strategia eversiva di una tale violenza che dimostrano che coloro che hanno partecipato non sono i ristoratori. Quello di venerdì sera è stato un vero e proprio attacco allo Stato». Ci sono infatti indizi di una partecipazione criminale camorrista, ma anche di formazioni estremiste che in questo momento tendono all’eversione, al sovvertimento dei valori dello Stato. Quindi c’è «una convergenza di interessi a intervenire sui cortei» per trasformare la protesta in un attacco allo Stato. Sullo sfondo dell’emergenza Covid, che a causa dell’incapacità del governo è precipitata in un disastro sociale, si profilano dunque nuovi gravissimi allarmi, che richiederebbero un governo forte e soprattutto autorevole, in grado di dare risposte certe a questa crisi senza precedenti. Ma di questo il Consiglio Supremo di Difesa sicuramente non si occuperà. iltempo

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