Terrorismo internazionale e eversione interna preoccupano l’Italia

in Esteri/Politica

di Francesca Musacchio

Terrorismo internazionale e eversione interna preoccupano chi in Italia si occupa della sicurezza. La pandemia da covid-19 non ha diminuito, ad esempio, i rischi derivanti dall’estremismo islamico  a cui si  aggiunge l’incognita delle rivolte interne causate dal coronavirusDai Palazzi filtra preoccupazione, ma anche la grande incapacità dell’attuale governo di mettere in campo una strategia che possa gestire le innumerevoli incognite del periodo.

Tra gli altri, due sono i temi che in questo momento affollano i pensieri dell’Antiterrorismo: da una parte la questione del terrorismo di matrice islamista che dopo la decapitazione del professore francese ha generato nuovi motivi di preoccupazione per l’Italia, soprattutto legate alla questione dei combattenti stranieri presenti in Libia (i siriani in odor di terrorismo portati da Erdogan che dovranno lasciare il Paese, ma non è chiaro dove andranno ); dall’altra, invece, la necessità di capire e interpretare il malcontento generato dalle misure per contrastare il covid. 

Le attività informative dell’Antiterrorismo si concentrano su questi due aspetti. Le manifestazioni contro il coprifuoco e il nuovo decreto del presidente del Consiglio con le misure anti-covid, si moltiplicano. Fino ad ora, Napoli e in parte Roma, hanno portato a scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Ma chi indaga su queste vicende, sa benissimo che in Italia esiste una componente “eversiva” (all’estrema destra quanto all’estrema sinistra) che approfitta del disagio sociale per creare disordini. La degenerazione di questo fenomeno è sotto la lente d’ingrandimento di investigatori e intelligence, che conoscono le realtà dove nascono e si sviluppano le azioni violente. La sfida, però, è intercettarle per tempo, prima che possano arrivare nelle piazze.  

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