Iran apre alle criptovalute: scacco matto agli Usa?

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Quest’anno l’Iran ha iniziato a concedere autorizzazioni ai datacenter che producono Bitcoin e criptovalute, nonostante il loro elevato consumo energetico. Nel mese di gennaio erano state concesse circa 1000 licenze per gli impianti di “mining” – così si chiamano gli impianti di validazione dei pagamenti fatti con i bitcoin – per regolarizzare il loro accesso alla rete elettrica nazionale. A luglio, poi, si è vista una seconda apertura a questo tipo di impianti, con la concessione di tariffe agevolate per 14 mining farm con una capacità complessiva di 300 Mega watt (la notizia qui), come tre province iraniane.

A settembre l’ulteriore svolta: tre centrali termoelettriche di notevole potenza, Ramin, Neka e Shahid Montazeri, sono state autorizzate a fornire energia elettrica al comparto di mining di Bitcoin nei momenti di eccedenza della rete elettrica nazionale. La notizia è stata pubblicata sul Tehran Times ma è stata riportata anche dal più noto sito di finanza internazionale Zerohedge .

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