Turchia: chi farà fuori Recep Tayyip Erdogan

in Esteri

di Francesca Musacchio

Chi, e come, farà fuori Recep Tayyip Erdogan. Tra la diplomazia internazionale, le cancellerie europee e persino oltreoceano, l’argomento tiene banco all’interno di ristretti salotti. Quando le elezioni amministrative del 2019 consegnarono Ankara e Istanbul al Partito popolare repubblicano (e alleati), molti videro in questa disfatta l’inizio della fine del potere di Recep Tayyip Erdogan. Dopo 25 anni di dominio indiscusso, infatti, l’Akp del Sultano non è riuscito a riconfermare l’onda lunga. A distanza di oltre un anno da quegli eventi, però, Erdogan resta al potere in Turchia, ma la sua posizione forse inizia a scricchiolare. E non solo sul fronte interno. 

La comunità internazionale, che da tempo soffre l’arroganza della Turchia, fino ad ora si è dimostrata fin troppo tollerante. Persino le ingerenze in Libia sono state apparentemente digerite. Del resto, Erdogan ha messo una seria ipoteca sui rapporti con l’Ue diventando l’ago della bilancia nella gestione dei migranti che premono per arrivare in Europa. E non lo ha fatto certo per spirito di solidarietà nei confronti dell’Europa. Si è fatto pagare profumatamente per i suoi servigi, ma lasciando sempre sul tavolo la pistola carica. La minaccia di riaprire i rubinetti dell’immigrazione, consentendo il transito verso i Paesi europei, è stato il suo lasciapassare per azioni spesso “spericolate”. Le velleità di conquista del Mediterraneo, con tutto quello che comporta dal punto di vista delle risorse energetiche e non solo, ha aperto un fronte di notevole disappunto da parte della comunità internazionale.

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