Cannoni sonori contro i clandestini. In Grecia armi non letali per fermare l’invasione.

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Secondo quanto riferito dal Daily Mail, il governo greco sta dispiegando cannoni sonori per respingere gli immigrati clandestini che tentano di forzare il suo confine terrestre o di raggiungere il suo territorio in barca.

Il paese mediterraneo ha già dispiegato due dispositivi acustici a lungo raggio (LRAD) lungo il fiume Maritsa nella provincia di Alexandroupolis che saranno utilizzati per scoraggiare le folle che si radunano al confine e i tentativi di attraversamento delle acque.

I dispositivi sonori sono progettati per focalizzare “fasci” ad alto decibel che creano un rumore doloroso e disorientante sui bersagli, disperdendo folle ostili o comunque assembramenti illegali o incoraggiando piccoli gruppi o individui a ritirarsi da edifici sensibili, navi e altre aree, senza bisogno di manganelli, proiettili di gomma o cannoni ad acqua.

In precedenza sono stati dispiegati per proteggere le ambasciate e le navi della marina americana e per aiutare a tenere sotto controllo i rivoltosi sulla terraferma degli Stati Uniti a Ferguson, Missouri, e in altre località.

I cannoni sonori sono armi non letali già impiegate per autodifesa o dalle forze di polizia per sedare proteste, rivolte e sommosse senza causare danni seri (almeno in teoria) ai bersagli.

Queste armi sono state usate anche per tentare di respingere attacchi di pirati contro imbarcazioni mercantili al largo delle coste della Somalia, ed il loro uso è servito ad evitare diversi attacchi (anche se a volte non è stato sufficiente).

Utilizzati ad una quarantina di metri, ad una potenza di 120 Decibel creano disturbo, a 140 Decibel dolore fisico, a 155-160 rompono i timpani.

La prima a utilizzare con successo l’arma acustica in alto mare è stata la nave da crociera Seabourn Spirit, a circa 160 chilometri al largo della costa della Somalia nel novembre del 2005

I greci hanno lavorato duramente per estendere le loro recinzioni di confine e rinforzarle con trincee, aumentare la forza lavoro e altro ancora, nel corso dell’anno, dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha iniziato a guidare decine di migliaia di migranti verso il confine terrestre greco per mettere sotto pressione l’Unione Europea.

I greci sostengono che le autorità turche hanno trasportato molti dei migranti alla frontiera su treni e autobus non segnalati, alcuni di loro hanno liberato dei prigionieri, e che il personale turco ha assistito attivamente i loro violenti sforzi per attraversare la frontiera armandoli con gas lacrimogeni da usare contro le guardie di frontiera greche e utilizzando veicoli pesanti per abbattere porzioni della recinzione di confine.

Le agenzie di intelligence tedesche hanno poi confermato un ruolo ancora più attivo nella violenza da parte della Turchia, riferendo che il suo governo islamista aveva incitato alla violenza alla frontiera piantando membri dei suoi servizi di sicurezza tra i migranti come agenti provocatori.

La crisi si è conclusa solo quando la pandemia di coronavirus cinese ha iniziato a prendere piede nella regione, spingendo Erdogan a sospendere i lavori – ma il suo governo ha giurato che i migranti torneranno al confine una volta che il virus si sarà placato. lavocedelpatriota

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