Seconda ondata covid: Arcuri scopre l’emergenza terapie intensive

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La seconda ondata Covid non è come un terremoto che ti coglie all’improvviso. Doveva ancora finire la prima a marzo, devastante, che infettivologi e compagnia cantante avevano lanciato l’allarme: “Arriverà”.

L’autunno, le temperature più rigide, la concomitanza con l’influenza stagionale avrebbero potuto, con molta probabilità, far ripiombare il Paese nel caos coronavirus. La ripresa dell’attività scolastica in presenza, con il conseguente affollamento dei mezzi pubblici di trasporto, avrebbe fatto il resto. Anche se il ministro Lucia Azzolina nega stizzita ogni responsabilità della scuola legata all’aumento dei contagi. Fa labbrucce e questo le viene facile, un dono di madre natura. E dà i numeri. Come quasi tutti quelli al Governo, ormai.

Che poi molti, moltissimi di questi contagiati siano positivi asintomatici è un’altra storia che nessuno ci racconta. Ma i pronto soccorso si affollano. Gli ospedali temono il collasso.

E il commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri,

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