«L’Europa abbia il coraggio di difendere gli armeni»

in Esteri

Lo storico francese Colosimo sul conflitto nel Nagorno Karabakh: «Erdogan vuole restaurare il dominio ottomano, ma gli armeni hanno diritto alla loro terra. E sono culturalmente europei».

«Tra i cristiani d’Oriente, soltanto gli armeni reggono il paragone biblico e storico con gli ebrei, sia per la loro identità che per il loro destino. Anche loro formano indistintamente un popolo, una lingua, una fede. Anche loro hanno una terra e una diaspora. Anche loro sono sopravvissuti a una indicibile catastrofe che mirava al loro sterminio. Anche loro, in quanto testimoni nella loro carne del secolo della disumanità, interrogano l’intera umanità con la loro esistenza minacciata alla radice». È quanto scrive in un commento per il Figaro lo storico francese Jean-François Colosimo, spiegando perché l’Europa non può non interessarsi dell’Armenia e del conflitto che dal 27 settembre investe il Nagorno Karabakh, attaccato dall’Azerbaigian con il sostegno della Turchia.

IL PROGETTO NEO-OTTOMANO DI ERDOGAN

Secondo lo storico, «dal modo in cui giudichiamo questo conflitto, noi giudichiamo noi stessi». Perché gli armeni abitano il Nagorno Karabakh e lo difendono con le unghie e con i denti, si chiede Colosimo? «Perché sono a casa loro» e non hanno intenzione di essere cacciati, anche una volta, dalla loro terra.


Ricordando il genocidio di un milione e mezzo di armeni, progettato e attuato con calcolo disumano dall’Impero ottomano nel 1915, Colosimo spiega che la Turchia continua ad attaccare gli armeni perché è proprio dalle ceneri del genocidio «che è stata creata la Turchia». Ma anche perché «con la loro eliminazione, Ankara ha guadagnato molti territori» e ora, attaccando l’Armenia, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan spera di «restaurare il dominio ottomano, dominando l’Umma musulmana e mettendosi a capo di una internazionale islamista».

IL CORAGGIO DELLA VERITÀ

Se «l’ambizione del presidente Erdogan è chiara», mettersi alla testa di un impero neottomano, l’Europa deve decidere come affrontare l’aggressione agli armeni. «Come avrebbe reagito la coscienza universale», si chiede Colosimo, «se la Germania avesse inviato droni e mercenari per aiutare un’ipotetico jihad finale contro Israele?». Al momento, «tra tutti i politici occidentali, soltanto Macron ha denunciato con forza la corsa verso l’abisso del presidente Erdogan. Noi non possiamo dimenticare che gli armeni sono sempre stati culturalmente europei e che lo sono ancora di più oggi che versano il loro sangue per fermare la barbarie. Non è allora urgente che il capo dello Stato francese faccia appello ai suoi partner a Bruxelles perché l’Armenia venga integrata nell’Unione Europea? Sarebbe un segnale e la dimostrazione che la diplomazia può averla vinta sulla guerra. A condizione che abbia il coraggio della verità». itempi

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