VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN IRAN: DA EUROPA (E ITALIA) SOLO INDIFFERENZA

in Editoriale

di SOUAD SBAI

La Repubblica Islamista dell’Iran è perennemente sugli scudi in tema di violazioni dei diritti umani. Sarebbe bello poter scrivere di passi in avanti a favore della libertà religiosa e di espressione, o quanto meno di un rallentamento della macchina delle condanne a morte degli oppositori e di un trattamento più civile riservato ai prigionieri politici. Invece no, si possono sempre e solo registrare peggioramenti.

Già condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per aver guidato la rivolta delle donne iraniane contro il velo obbligatorio, Nasrin Sotoudeh, 57 anni, lo scorso 11 agosto aveva cominciato uno sciopero della fame in segno di protesta per la mancata adozione di provvedimenti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus nel famigerato carcere di Evin a Teheran, dove lei stessa si trova rinchiusa e i detenuti contagiati non vengono messi in quarantena.

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