Mohamed Zouaoui è il protagonista maschile del film Burraco fatale in uscita nelle sale domani 1 ottobre 2020.

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Mohamed è un attore di origini tunisine che vive in Italia, vincitore di diversi premi e riconoscimenti sia nel nostro paese che all’estero. Noto per aver interpretato nel 2010 il personaggio di Mokhtar ne I fiori di Kirkuk, diretto da Fariborz Kamkari, nel 2004 fa la sua prima apparizione in televisione con una parte nella miniserie Posso chiamarti amore?. Mohamed ha poi recitato in Nassiriya – Per non dimenticare, Capri e RIS Delitti Imperfetti e nel 2007 nella miniserie Liberi di giocare. 

Il debutto cinematografico risale al 2008 ne L’ultimoPulcinella, film diretto da Maurizio Scapparo, mentre un anno dopo recita ne Il padre e lo straniero di Ricky Tognazzi. Il successo arriva proprio con I fiori di Kirkuk e,grazie alla sua interpretazione, ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui il Globo d’Oro come miglior attorerivelazione.

Nel 2018 prende parte al film internazionale Beirut, per la regia di Brad Anderson, al fianco di attori del calibro di JonHamm e Rosamund Pike.

Di seguito l’intervista in esclusiva per Almaghrebiya.

Mohamed, parlaci del tuo personaggio nel film in uscita Burraco fatale.

Devo innanzitutto ringraziare la regista Giuliana Gambaper avermi scelto. Il personaggio di Nabil è molto interessante, si presenta sullo schermo come un pescatore, un romantico, una persona cordiale e accomodante. Dal suo sguardo è possibile scorgere tutto il fascino legato alla sua terra di origine. Ma in realtà Nabil nasconde la sua vera identità di ricchissimo principe. Però ora basta altrimenti faccio lo spoiler di tutta la storia! Per scoprire la trama bisogna andare a vedere il film nelle sale a partire dal primo ottobre.

Comè stato recitare al fianco di Claudia Gerini?

Molto bello direi, ci siamo divertiti tantissimo. Claudia è una persona scherzosa, ma al contempo molto professionale.Nel film interagisco quasi solo con lei, poiché la storia è concentrata sulla storia d’amore tra Irma, il personaggio interpretato da Claudia, e Nabil.

In Burraco Fatale sei l’unico uomo circondato da soledonne, regista compresa. Comè stato lavorare con loro?

Mi sono sentito come un gallo in un pollaio… – ride – Scherzi a parte, mi sono trovato molto bene soprattutto con Giuliana Gamba che si è dimostrata molto calma sul set. Giuliana sa come parlare agli attori e non mette mai pressione o ansia. Sono stato benissimo anche con le altre, ma devo dire che mi ha colpito la professionalità e l’educazione di Angela Finocchiaro.

Qual è stato il personaggio che hai più amato tra tutti quelli che hai interpretato?

A questa domanda risponderei “passo”, perché in realtà li ho amati tutti. I più importanti per la mia storia di attore sono sicuramente il protagonista di un film che ho fatto in giro per il mondo che si intitola Catharsys, del regista italo marocchino Yassine Marco Marroccu, e il mio personaggione I fiori di Kirkuk, un film che mi ha dato tantissimo. Ma io dico sempre che il ruolo più bello è quello che verrà!

Il regista italiano con cui ti piacerebbe lavorare?

Ci sono tanti ottimi registi in Italia, mi viene in mente Gabriele Salvatores, ma anche Gianni Amelio, uno che riesce a ottenere sempre il massimo dai suoi attori e quindi particolarmente adatto per far risaltare le doti di quelli emergenti. Ad essere sinceri nel suo ultimo film Hammamet avrei dovuto far parte del cast, ma a causa proprio di Burraco Fatale, che si girava nello stesso periodo, non ho potuto partecipare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Hanno appena preso il via le riprese de Il medico della mala, una nuova fiction targata Rai con un cast d’eccezione: Marco Bocci, Bianca Guaccero, Violante Placido, solo per citare alcuni degli attori che vi prenderanno parte. Io interpreto il ruolo di un medico siriano, ma per il momentonon posso dire altro al riguardo.

Nel frattempo, attendo con ansia l’uscita del film Karim di Federico Alotto, che sarà proiettato in anteprima al Torino Film Festival, ma di questo parleremo un’altra volta magari, perché c’è tanto da raccontare.

Magari quando verrai a trovarci nuovamente al Centro Studi Averroè…

Certo, prestissimo e con gioia, perché reputo la vostrarealtà importantissima per l’integrazione e la cultura.

A.C.

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