Giletti: “Sono stato lasciato solo nella mia battaglia”

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In che paese stiamo vivendo? Non voglio più alimentare polemiche, ma è incredibile che io debba scoprire le minacce di un boss in quel modo. Questo silenzio pesa”. Massimo Giletti è un fiume in piena, in occasione della conferenza di presentazione della nuova stagione di ‘Non è l’Arena’, al via domenica 27 settembre in prima serata su La7. Non nasconde l’amarezza di non aver ricevuto sostegno da parte del mondo politico, ma soprattutto da diversi colleghi, dopo le minacce subite dal boss Filippo Graviano in carcere, per le quali è finito sotto scorta. “E’ una ferita enorme – afferma -. La solitudine pesa moltissimo. Anche non avere un messaggio da persone che pensavo mi fossero vicine. Sono stato lasciato solo in questa battaglia e, quando rimani isolato, diventi pericolosamente un obiettivo. Questa è l’unica amarezza che ho”. Il conduttore non vuole fare i nomi dei colleghi, per “non alimentare nuove polemiche”, ma precisa di aver ricevuto solidarietà da tutto il mondo politico, tranne che dai 5 Stelle (escluse Virginia Raggi e Barbara Lezzi).

Nella prima puntata si tornerà a parlare dell’inchiesta sulla scarcerazione dei boss nel periodo della pandemia, con un nuovo intervento del pm Nino Di Matteo. Non ci sarà il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che – spiega il conduttore – “ha declinato il nostro invito, spiegando che al momento ritiene non sia il caso di intervenire”. “Io trovo molto grave – attacca il giornalista – che un ministro, di fronte all’endorsement di Graviano, non abbia preso le distanze pubblicamente, e non solo con una telefonata come ha fatto”. “Il problema – aggiunge Giletti – è che abbiamo toccato non solo il mafioso, ma tutta una serie di connessioni”. Il giornalista ne ha anche per il presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea siciliana Claudio Fava, che ha parlato di “esibizione riprovevole” di fronte alle sue foto con il giubbotto antiproiettile per le strade di Roma. “Cosa devo fare? Mettere la giacca con 35 gradi? Sono polemiche che non hanno senso di essere”. A Selvaggia Lucarelli, che lo ha criticato perché dà spazio a personaggi come Red Ronnie nel suo programma per parlare di Covid-19, replica: “Io non mi permetto di dire che chi alza la paletta a Ballando con le stelle perde credibilità. Red Ronnie rappresenta un mondo che è un po’ scettico su come è stato affrontato il problema della pandemia. Non possiamo invitare persone di quel mondo lì?” Nella prima puntata anche un’intervista a Mirko Scarcella, il social media manager finito nel mirino di un’inchiesta de Le Iene con l’accusa di far conquistare ‘like’ a personaggi noti con metodi truffaldini. Poi spazio al tema pandemia, con un confronto tra virologi, tra cui ci sarà Alberto Zangrillo, e un’intervista a Flavio Briatore. “Io dissi già a febbraio, e venni pesantemente criticato, che il vero virus era quello dell’economia – sottolinea ancora -. Non si può fermare tutto, ma la salute viene comunque al primo posto, non voglio passare per negazionista”.

Giletti proverà a bissare i risultati della passata stagione, nella quale ha totalizzato il 6,4% di share medio con 1,2 milioni di telespettatori a puntata, in crescita nella seconda parte della stagione fino a punte del 9% di share nella puntata del 26 aprile. “Non sarà facile, perché la Rai con il passaggio di Fazio a Rai3 si è riposizionata con forza nella domenica sera”, sostiene Giletti, spiegando di poter contare sulla libertà concessagli dall’editore Urbano Cairo e di voler fare affidamento sulla forza dei contenuti, evitando di puntare troppo sulla politica, che “occupa molto spazio in tv e ha stancato un po’ tutti”. Presente anche l’ad di La7, Marco Ghigliani, che ricorda la crescita dell’emittente nell’ultima stagione, soprattutto in prime time, e sottolinea che Giletti “ha creato uno spazio, la domenica sera, che prima non esisteva”, diventando un “punto di forza indiscusso della squadra”. Assente il direttore di rete, Andrea Salerno, vittima di un incidente in motorino, la vicedirettrice, Elisabetta Arnaboldi, spiega che il programma dovrà necessariamente ripartire dalle due storie che lo hanno caratterizzato nella passata stagione: quella delle sorelle Napoli e l’inchiesta sulla scarcerazione dei boss. “Giletti ha dimostrato di saper lavorare con un rigore giornalistico e un’indipendenza che sono una rarità in Italia”, sottolinea l’ad di Fremantle, che produce il programma, Gabriele Immirzi. ansa

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