Alitalia, grosso guaio per Milano: altro che Malpensa, Linate è out

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Concentrarsi sulla luna e non sul dito. Alitalia taglia due voli da Malpensa e scoppia il caos. Politico ovviamente. Il Carroccio tuona contro il governo e Beppe Sala. Grimoldi, il segretario lombardo: “Nel giro di pochi giorni Alitalia lascia Malpensa dopo 72 anni, con evidente danno per il traffico dello scalo varesino e per tutti quelli che volano su Malpensa, e i Cinque Stelle presentano un emendamento al decreto legge Agosto al Senato per togliere la concessione ferroviaria a Ferrovie Nord e nazionalizzare la rete lombarda trasferendola al carrozzone di RFI. Il Governo a trazione penta stellata, con l’avallo silenzioso degli zerbini del PD, ha deciso di dichiarare una guerra economica e infrastrutturale alla Lombardia? Basta saperlo. Anche se i fatti parlano da soli”. Bolognini, il segretario cittadino: “La vicenda Alitalia, che dall’1 ottobre chiuderà i collegamenti tra Roma e Milano, è a dir poco folle. Quello che è ancora più grave però è il silenzio (assenso?) del Governo e di Beppe Sala. Davvero il Sindaco non ha niente da dire su questo tema?”.

 problema, al di là della politica, è più complesso. E andrebbe analizzato partendo dagli effetti che ha Alitalia sulla città di Milano. E non su Malpensa, scalo dal quale ha levato due voli al giorno, e dunque praticamente nulla. Malpensa è uno scalo nel quale Alitalia non occupa la gran parte degli slot. Il problema vero si chiama Linate. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it Milano, lo scalo è letteralmente paralizzato da Alitalia, che ha i tre quarti degli slot, e che con la sua scarsa movimentazione produce un danno a Sea da 2 milioni al mese. Ma c’è di più. Perché una notizia che è passata praticamente sotto silenzio rischia di impattare fortemente sia sui conti di Sea che, soprattutto, sull’occupazione dei lavoratori. Alitalia ha infatti deciso di gestire internamente, non appoggiandosi più a Airport Handling, i servizi di terra. I servizi di terra sono il check in, gli imbarchi e la rampa. Attualmente Airport Handling vede Sea con una quota minoritaria, mentre il grosso del capitale è del gruppo internazionale Dnata. Secondo i sindacati di base Cub, Alitalia gestirà questi servizi “non solo utilizzando il proprio personale già in forza a Linate, ma anche assumendo personale precario e sottopagato, e, come se non bastasse, impiegando a Linate anche staff con base a Roma Fiumicino”.

Ma c’è di più. Perché secondo gli esperti di compagnie aeree e tratte, Alitalia starebbe cercando accentrare su Fiumicino tutti i voli intercontinentali. Dunque, invece di partire da Malpensa, trasferisce i viaggiatori da Linate a Roma e da Roma si dirige verso il mondo con le tratte lunghe. Che, come spiegano gli esperti, sono quelle davvero redditizie.

Insomma, il problema di Milano (forse) non sono tanto i due voli da Malpensa a Roma. Ma i voli a lungo raggio che progressivamente Alitalia vuole effettuare da Roma e non più dall’aeroporto varesino. E un intero scalo, Linate, che non ha una visione sul futuro, bloccato nelle maglie di una compagnia aerea che ogni giorno, ogni ora, fa male alla città. Affariitaliani