Massimo Giletti con il giubbotto antiproiettile: la nuova vita sotto scorta dopo le minacce del boss Graviano

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Con giubbotto antiproiettile e scortato da uomini armati in borghese. Appare così Massimo Giletti, nelle immagini pubblicate in esclusiva da Diva e Donna, il settimanale di Cairo Editore, in edicola mercoledì 15 settembre. Il conduttore sta per tornare in televisione su La7 con Non è l’Arena.

Il provvedimento

Il giornalista da fine luglio vive sotto scorta. A far scattare il provvedimento, deciso dalla Prefettura di Roma, sono state le minacce rivolte al conduttore tv dal boss Filippo Graviano, intercettato in carcere, dopo l’uscita dalla prigione di più di 200 mafiosi durante l’emergenza coronavirus. Durante una puntata di Non è l’Arena, infatti, Gilettilesse i nomi dei detenuti ai quali era stata concessa la detenzione domiciliare. «Quell’uomo… di Giletti e quel… Di Matteo stanno scassando la m…», aveva detto l’11 maggio Graviano, condannato per le stragi del biennio ’92-93, intercettato nel carcere de L’Aquila durante l’ora d’aria, rivolgendosi all’ndranghetista Maurizio Barillari. La sera prima aveva visto la trasmissione.

Giletti: «Pesa il silenzio delle istituzioni»

Il conduttore aveva appreso delle minacce soltanto a luglio: «Non mi pare proprio normale — aveva dichiarato al Corriere — che io non ne abbia saputo nulla. In questa storia quello che pesa è per l’ennesima volta il silenzio delle istituzioni competenti». «Massimo Giletti sotto scorta è un pessimo segnale», aveva scritto su Twitter il direttore di La7, Andrea Salerno. «Continuare ad andare in onda con il proprio lavoro, la migliore risposta». Corriere