Afghanistan: i prigionieri talebani liberati tornano a combattere

in Esteri

Nonostante le rassicurazioni, alcuni prigionieri talebani liberati dal governo afghano sono tornati sui campi di battaglia, secondo l’Office of National Security Council (ONSC) di Kabul. Intanto, le violenze continuano a sconvolgere il Paese. 

“I combattenti talebani hanno sottoscritto un documento in cui si sono impegnati a non tornare in guerra, purtroppo alcuni di questi detenuti sono tornati sui campi di battaglia in contrasto con le aspettative del popolo afgano”, ha dichiarato Jawed Faisal, portavoce dell’ONSC. I talebani hanno tuttavia respinto tali accuse. Nel frattempo, alcuni ex comandanti dei militanti islamisti afghani hanno esortato il governo di Kabul a garantire il rilascio dei rimanenti 600 prigionieri dal totale di 5.000 richiesto dal gruppo ai sensi dell’accordo di pace di Doha, sottoscritto il 29 febbraio. 

Nella provincia settentrionale di Jawzjan, i funzionari locali hanno affermato che le forze di sicurezza afghane hanno catturato almeno due prigionieri talebani che erano stati rilasciati dalla prigione di Bagram. I due combattenti talebani sono stati arrestati dalle forze di sicurezza dopo che stavano cercando di mettere in scena un attacco contro un convoglio delle forze di sicurezza afgane nell’area. “Hanno confessato di aver trascorso nove anni in prigione e di essere stati rilasciati dalla struttura in virtù di un accordo e ora operano come membri dei talebani nel distretto Chimtal di Balkh.

Secondo l’agenzia di intelligence afgana, la Direzione Nazionale della Sicurezza (NDS), 2 altri talebani che erano stati liberati sono stati uccisi nel distretto di Musahi di Kabul. Funzionari della sicurezza afgana hanno affermato che un altro leader talebano, Qari Mustafa, che è stato rilasciati 11 anni fa, è tornato sul campo di battaglia e ha prestato servizio come comandante militare talebano nel distretto di Dushi di Baghlan. Nonostante gli sforzi diplomatici, tra cui l’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani, l’Afghanistan continua ad essere sconvolto da violenze quotidiane. 

I talebani sono un’organizzazione che si era affermata come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Nel 2001, le truppe statunitensi si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Sicurezza Internazionale