In campo cento politici e intellettuali di destra. “Fermiamo questa legge-fuffa tutta grillina”

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Da Malgieri e Beccalossi a Landolfi e Mazzoni: “Meno rappresentanza ai territori, Camere più condizionate”. No anche dagli azzurri Cangini e Rotondi

Suona la carica dei cento del centrodestra per il No. E per farlo hanno firmato un documento nel quale affermano che questa riduzione del numero di deputati e senatori è «una legge-fuffa», destinata a lasciare insoluti i veri nodi che determinano la paralisi delle nostre istituzioni, a cominciare dal bicameralismo perfetto.

In compenso, priverà molti territori di adeguata rappresentanza e renderà le Camere ancor più condizionabili da lobby e gruppi di pressione. Il tutto, in nome di un risparmio pari al costo giornaliero di una tazzina di caffè». Politici ed intellettuali di destra (molti ex Msi e An), rinvigoriti da questa battaglia.

C’è Viviana Beccalossi, ex Msi ed ex An, ex vicepresidente ed ex assessore all’Agricoltura nella giunta Formigoni, ex deputata Pdl, ex assessore al Territorio della Lombardia. L’avvocato aretino Maurizio Bianconi, ex Msi, ex deputato, sempre in quota An. L’ex magistrato casertano Luigi Bobbio, ex senatore di An, ex sindaco di Castellammare di Stabia. Il figlio dell’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, Giuseppe, ingegnere, ex deputato di Forza Italia, aderisce poi a Fratelli d’Italia e viene trombato alle elezioni del 2013. L’esuberante biologo, ex democristiano ed ex azzurro, Vincenzo D’Anna, è stato deputato e senatore Pdl, per poi entrare in Gal a sostegno di Renzi. Pino Galati, ex deputato di Forza Italia ed ex sottosegretario. L’ex ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi III, Mario Landolfi, ex Msi, ex deputato di An per 4 legislature. L’ex direttore del Secolo d’Italia Gennaro Malgieri, negli anni Ottanta, uno degli animatori della Nuova Destra, ex deputato di An e Pdl, è stato consigliere di amministrazione della Rai.

Questo esercito di ex missini sottolinea «l’irripetibile opportunità di bocciare la falsa narrazione grillina, presupposto indispensabile per determinare la crisi dell’esecutivo giallorosso. A beneficiare della vittoria del sì sarebbe il solo M5s, da tempo in preda ad una gravissima crisi politica che ne ha più che dimezzati i consensi in appena due anni». Secondo il sondaggista Roberto D’Alimonte il No «si attesta intorno al 40-45%, ed è in crescita». E, su Twitter, il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini, lancia un appello: «Chi ha a cuore il Parlamento si mobiliti».

La carica dei cento continua con il verdiniano pratese Riccardo Mazzoni, ex deputato e senatore Pdl: aderì al nuovo gruppo parlamentare formato da Denis Verdini, Ala, vicino alle posizioni di Renzi. L’ex presidente della provincia di Roma Silvano Moffa, ex Msi, ex deputato di An, ex sottosegretario alle Infrastrutture nel governo Berlusconi II. C’è pure Francesco Proietti Cosimi, stretto collaboratore del segretario del MSI Gianfranco Fini: lo segue nel 1995 in An e ne diventa il segretario particolare, ex deputato di An e Pdl, per finire in Futuro e libertà. L’ex democristiano Gianfranco Rotondi, ex deputato Ppi, poi Udc, poi senatore di Forza Italia, ministro per l’attuazione del programma di governo nel Berlusconi IV. L’intellettuale marocchina Souad Sbai, ex deputata Pdl, nel 2010 ha seguito Gianfranco Fini nella scissione di Futuro e Libertà per l’Italia. L’ex funzionario di banca Pasquale Viespoli, ex deputato ed ex senatore di An, ex sottosegretario per il Lavoro nel governo Berlusconi IV, fu componente della segreteria nazionale Msi, era vicino alle posizioni di Pino Rauti. L’ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, ex Msi, ex deputato di An. ilgiornale

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