Il “nuovo” Ucoii, dietro i sorrisi il fondamentalismo

in Editoriale

di Souad Sbai

Cristianesimo ed ebraismo religioni “eretiche”? Non sono militanti dell’ISIS o di Al Qaeda a parlare, bensì uno dei principali esponenti dell’UCOII 2.0, il segretario nazionale Yassine Baradei, un giovane Fratello Musulmano di 33 anni. Al di là dei sorrisi splendenti e dei volti “puliti”delle nuove leve, sia uomini che donne, l’anima resta quella dura e pura dei Fratelli Musulmani

Cristianesimo ed ebraismo religioni “eretiche”? Non sono militanti dell’ISIS o di Al Qaeda a parlare, nei loro tipici audio o video messaggi, o nei post che circolano su internet e i social media. Su Facebook, bensì, ad esprimersi in tal senso è stato uno dei principali esponenti dell’UCOII 2.0, il segretario nazionale Yassine Baradei, un giovane fratello musulmano di 33 anni, da non confondere con il presidente Yassine Lafram, suo coetaneo, il quale però si è ben guardato dallo smentire o dal prendere le distanze, almeno fino ad ora.

Ciò non dovrebbe stupire chi conosce l’UCOII e ne denuncia da decenni gli obiettivi, le attività e gli addentellati con la più ampia famiglia transnazionale del cosiddetto “islam politico”. Famiglia guidata oggi dalla Turchia sempre più tirannica di Erdogan e dai gas-dollari degli emiri del Qatar, una lauta fetta dei quali (decine di milioni di euro) è finita nel recente passato proprio nella casse di associazioni legate all’UCOII per finanziare il proselitismo fondamentalista in tutto il territorio italiano (per i dettagli, si rileggano gli ormai storici “Qatar Papers”). 

Al di là dei sorrisi splendenti e dei volti “puliti” delle nuove leve, sia uomini che donne, l’anima resta quella dura e pura dei padri fondatori, trasmessa di generazione in generazione nella fucina di militanza rappresentata dall’associazione dei Giovani Musulmani d’Italia, anticamera dell’ingresso ufficiale nei ranghi dell’UCOII (per alcuni anche del Parlamento italiano e di altre istituzioni, vero PD?). UCOII che si vanta ‒ attestando il falso ‒ di essere l’organizzazione musulmana con il maggior numero di iscritti in Italia (quella davvero maggioritaria è invece la Confederazione Islamica Italiana).

Come pensa Baradei che cristiani ed ebrei dovrebbero essere “corretti”? Non con i mezzi impiegati dall’ISIS e da Al Qaeda, non si vuole lasciare intendere questo, in alcun modo. La linea, piuttosto, è quella ripetutamente esplicitata dal leader spirituale di riferimento dell’”islam politico”, il venerato e famigerato Sheikh Youssef Al Qaradawi, egiziano ma cittadino onorario del Qatar, dove risiede da 60 anni, e che dalle parti dell’UCOII non possono far finta di non conoscere. “La conquista di Roma, la conquista dell’Italia e dell’Europa […] si farà con la guerra? No, non è necessario. C’è una conquista pacifica […] prevedo che l’islam tornerà in Europa senza ricorrere alla spada. [La conquista] si farà attraverso la predicazione e le idee”, ha dichiarato Al Qaradawi nel 2007, non per caso dagli schermi di Al Jazeera.

Niente violenze e massacri dunque, ma sempre di conquista, di sottomissione del prossimo e pertanto di estremismo si tratta. Baradei non ha esortato al ricorso alle armi e al terrorismo per colpire gli “infedeli”. Al contempo, la terminologia impiegata denota l’appartenenza del segretario generale dell’UCOII alla stessa sub-cultura radicale di numerosi militanti che dall’Italia sono stati espulsi per incitamento al “jihad”. D’altra parte, Baradei molto difficilmente verrebbe riaccolto in Marocco e non solo per gli irripetibili insulti rivolti a Re Mohammed VI risalenti al 2015. Ma perché, su impulso dello stesso monarca, il Marocco ha avviato da tempo un processo di riforma del sistema educativo, volto a depurare il discorso religioso dall’estremismo. 

Per Baradei, e chi come lui, non c’è dunque posto nel Marocco moderno in via di costruzione. Ma fa accapponare la pelle il fatto che Baradei abbia trovato posto in un paese “democratico” come l’Italia, dove si sente così sicuro di sé da poter promuovere una visione radicalmente antitetica ai principi costituzionali e alle regole di base che attengono alla vita sociale e alla convivenza civile. Materia per qualche alto rappresentante delle istituzioni o, almeno, per qualche ministro del governo rosso-giallo?

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