SERGEI POLUNIN

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DANCER è il film Bio su Sergei

Il “Bello e dannato del balletto classico”, Enfant Terrible della danza mondiale è il protagonista del film documentario “DANCER” di Steven Cantor uscito nei cinema e poi in dvd nel 2018.
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Recensione “DANCER” di Irene Romano:
E’ un film che fa un gran bene alla Danza! Sempre più spesso ci si dimentica che dietro una grande Star ci sono tanti anni di sacrifici. Tutto ormai può sembrare facile e raggiungibile grazie ad un Talent Show televisivo.
La storia di Sergei, raccontata bene ed in modo molto coinvolgente, ci ricorda che lui ha letteralmente sacrificato la sua infanzia (e rinunciato alla sua famiglia) per poter diventare un grande danzatore. Una regia che sa valorizzare la bellezza della Danza ed emozionare lo spettatore. Ne uscirete coinvolti!
Voto: 9

Sergei Polunin Dancer

DANCER: il film su Sergei

Questo documentario immortala la vita di Polunin, definito dal New York Times “il ballerino più dotato della sua generazione”. Attraverso interviste e filmati d’archivio, la straordinaria storia del prodigio della danza divenuto a soli 19 anni il più giovane primo ballerino del Royal Ballet di Londra e considerato uno dei più geniali e controversi danzatori contemporanei.
“Il James Dean, il Bad Boy della danza”, come lo hanno battezzato i media inglesi in riferimento alla sua attrazione per gli eccessi autodistruttivi, emerge come un personaggio romantico e tormentato, che ha saputo rendere popolare il balletto classico grazie a un talento naturale.
Ribelle, iconoclasta, una vera e propria star, Sergei Polunin è uno dei tanti figli della povertà nell’Ucraina degli anni ‘90.
Nel suo paese di origine “tutti erano poveri, nessuno aveva soldi. E quando tutti sono poveri, non senti le differenze”.
Polunin è cresciuto in una famiglia che ha fatto grandi sacrifici per permettere a lui, giovanissimo e formidabile ballerino, di proseguire la sua formazione, con la speranza di un futuro migliore.
Cantor svela questa parte della vita di Polunin attraverso gli innumerevoli home-video girati dalla madre, risorsa rarissima nell’epoca predigitale. L’accesso a questi materiali permette di tracciare il percorso intimo e artistico dell’artista, dalle prime piroette già all’età di otto anni al suo ingresso nella Royal Ballett Academy di Londra.
E poi gli scandali, i tatuaggi, le droghe, gli abusi e, all’apice del successo, l’abbandono della prestigiosa accademia inglese per tornare trionfante sulle note trascinanti del video di LaChapelle. Danzadance