L’INSOPPORTABILE PESANTEZZA DELLA PIAGGERIA Massimo Recalcati e l’apologia del contorsionismo

in Editoriale

di Adriano Segatori

Un gruppo nutrito di psichiatri e psicologi – LaVerità parla di più di settecento specialisti – ha inviato un documento a Giuseppe Conte e ai ministri dell’Istruzione e della Salutedenunciando la pericolosità fisica e psichica della propaganda terroristica del Governo a riguardo del problema del Covid19.

I punti incriminati e rigorosamente affrontati sono diversi: dall’“overdose tecnologica” che ha sovrastato la componente psicosociale alla contraddittorietà delle informazioni diffuse, dallo stile comunicativo esasperato, torbido e allarmistico alla censura di tutte le voci critiche dissenzienti.

Questa modalità comunicativa deviata e perversa era volutamente finalizzata al condizionamento dei comportamenti, all’omologazione passiva di abitudini salutistiche dalla dubbia efficacia, tant’è che i pericolosissimi guanti sono stati abbastanza rapidamente eliminati, mentre sulle mascherine continua il balletto senza alcun senso scientifico sulla condizione d’uso delle stesse.

La pressione propagandistica della paura, associata all’incertezza diffusa sulla permanenza dell’allarme del contagio, nonché alla documentata manipolazione dei dati statistici diffusi, ha ovviamente fatto emergere – quanto meno nelle persone predisposte o costituzionalmente fragili – una serie di disturbi psichici anche molto diversi, come sospettosità paranoide per il vicino supposto untore, o fobia pervasiva del contatto, del contagio o dell’avvicinamento letale; situazione di allarme pervasivo con crisi di panico; senso di solitudine da clausura; spunti ossessivi legati alla pulizia personale e alla sanificazione ambientale.

Insomma, settecento e più specialisti denunciano l’operazione terroristica governativa e i danni collaterali a breve, medio e lungo termine nei bambini.

A fronte di ciò arriva lui, il bambino prodigio della psicoanalisi, l’alunno in adorazione mistica di Lacan e, in questo contesto politico, il guru della sinistra chic che attacca con eloquio supponente e con oratoria arrogante il “paradigma securitario” di sua invenzione linguistica. Lui, ereticamente scomunicando quel “supposto sapere” che il suo maestro rivendicava come strada socratica all’analisi, sa tutto e pontifica su tutto, e anche cura con la sua laurea in filosofia. Lui, di fronte alla denuncia di manipolazione della massa da parte del governo, fa diagnosi – con quali competenze, poi, non si sa – e decide che i dissenzienti sono malati. Lui, il nemico acerrimo di Salvini che reputa non analizzabile perché gravemente disturbato; lui antileghista in quanto contrario ad ogni forma di controllo sociale, ad ogni iniziativa securitaria appunto; lui, il negatore di argini, confini, costrizioni, e che afferma testualmente come la ricerca della sicurezza e della difesa individuale e sociale sia “la vita che ha paura della vita”; lui, chierico politicamente organico, difende un governo illegittimo che ha fatto, per motivi non sanitari, della paura della morte  e del totalitarismo sanitario il suo paradigma di esistenza.

Ecco come i difensori delle libertà astratte tradiscono il proprio mandato per la propria sicurezza economica e professionale. 

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